Parte 41 - Cap. 05 - Requisiti di ordine generale per l’affidamento di contratti pubblici

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Parte Quarantunesima
Gli appalti di forniture e servizi
Luigi Cosco


Cap. V
Requisiti di ordine generale per l’affidamento di contratti pubblici

1. Premessa
L’art. 4 del D.L. n. 70/2011 ha apportato una serie di modifiche al Codice dei contratti pubblici con gli obiettivi dichiarati di riduzione dei tempi di realizzazione delle opere pubbliche, semplificazione delle procedure di affidamento dei contratti, garanzia di un più efficiente sistema di controllo, riduzione del contenzioso.
Successivamente, anche sulla scorta della segnalazione dell’Autorità al Governo n. 1/2012, sono sopravvenuti ulteriori interventi normativi contenuti nel D.L. n. 5 e 16 del 2012
A seguito di tali rilevanti modifiche, l’Autorità di vigilanza ha emanato la determinazione n. 1 del 16 maggio 2012 recante indicazioni integrative rispetto alla precedente n. 1/2010.
È necessario premettere che le dichiarazioni previste dall’art. 38 del Codice sono richieste fino dalla data di presentazione dell’offerta per consentire alla stazione appaltante un’immediata e tempestiva verifica dell’affidabilità e serietà dell’aspirante contraente (TAR Abruzzo, L’Aquila, n. 681/2011).
Inoltre, da un punto di vista oggettivo, i requisiti di ordine generale vanno richiesti per tutti gli affidamenti (appalti, concessioni, subappalti), qualunque ne sia la tipologia (anche per servizi e forniture) ed indipendentemente dal valore dell’affidamento sopra o sotto soglia.

2. Tipologia delle dichiarazioni dell’art. 38
Comma 1, lett. a)
La disposizione in esame prevede l’esclusione nei confronti di coloro che si trovano in stato di fallimento, di liquidazione coatta, di concordato preventivo, o nei cui riguardi sia in corso un procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni.
La norma è di stretta interpretazione e non può applicarsi a situazioni non previste. Pertanto non è causa di esclusione l’amministrazione controllata (peraltro espunta dall’ordinamento ad opera del D.Lgs. n. 5/2006), e la liquidazione volontaria. Quest’ultima non attesta, difatti, uno stato di insolvenza tale da integrare una causa di esclusione, tenuto conto che tale stato consente la continuazione anche parziale dell’attività di impresa. Anche l’amministrazione straordinaria non costituisce causa di esclusione dalla gara in quanto procedura volta a scongiurare il rischio di fallimento dell’impresa in crisi, consentendole di proseguire la propria attività in vista di un risanamento.
Comma 1, lett. b)
La causa di esclusione opera in pendenza di un procedimento per l’applicazione di una misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, del divieto di soggiorno in uno o più comuni diversi da quello di residenza o di dimora abituale, o in una o più province, dell’obbligo di soggiorno nel comune di residenza o di dimora abituale. L’applicazione con provvedimento definitivo di una delle misure di prevenzione, comporta, tra l’altro l’esclusione dalle concessioni di costruzione e gestione di opere e servizi pubblici, da elenchi di appaltatori o di fornitori di opere, beni e servizi riguardanti la pubblica amministrazione, e l’impossibilità di ottenere le attestazioni di qualificazione per eseguire lavori pubblici (art. 67, D.Lgs. n. 159/2011).
L’esclusione opera quindi sia quando il provvedimento per l’applicazione di una misura di prevenzione è pendente innanzi al Tribunale con la richiesta di annotazione della misura negli appositi registri della cancelleria (a termini dell’art. 81 del D.Lgs. n. 159/2011), sia quando la misura è definitiva.
Come ha chiarito la circolare del Ministero della Giustizia del 9.12.2011, il generico riferimento alle annotazioni eseguite nei registri di cui all’art. 34 della legge 19 marzo 1990, n. 55 (oggi sostituito dall’art. 81, D.Lgs. n. 159/2011), e, quindi, anche a quelle effettuate nel solo registro tenuto presso la segreteria della Procura della Repubblica, può concretamente ledere il diritto degli interessati a partecipare a pubbliche gare di appalto quando non siano stati ancora raccolti nei confronti degli stessi sufficienti elementi per presentare al tribunale competente la proposta di applicazione della misura. Sulla base di tali considerazioni, il procedimento di prevenzione deve essere considerato “pendente” soltanto a seguito dell’iscrizione nell’apposito registro della cancelleria del tribunale della proposta di applicazione della misura, personale o patrimoniale, formulata da uno dei soggetti legittimati (Procuratore nazionale antimafia, Procuratore della repubblica, Direttore della direzione investigativa antimafia, Questore).
L’esclusione o il divieto, in presenza delle suddette cause, operano nei confronti del titolare o del direttore tecnico, se si tratta di impresa individuale; dei soci o del direttore tecnico se si tratta di società in nome collettivo, dei soci accomandatari o del direttore tecnico se si tratta di società in accomandita semplice, degli amministratori muniti di poteri di rappresentanza o del direttore tecnico o del socio unico persona fisica, ovvero del socio di maggioranza in caso di società con meno di quattro soci, se si tratta di altro tipo di società.
Il legislatore, con la novella apportata alla lettera suddetta, ha ampliato l’elenco dei soggetti interessati alla disposizione in esame comprendendovi anche il socio unico persona fisica, o il socio di maggioranza in caso di società con meno di quattro soci. Come ha chiarito l’Autorità nella determina 1/2012, l’accertamento della sussistenza della causa di esclusione è limitato esclusivamente al socio persona fisica anche nell’ipotesi di società con meno di quattro soci; mentre per socio di maggioranza va inteso il soggetto che detiene il controllo della società.
In caso di partecipazione paritaria le relative dichiarazioni devono essere rese da tutti i soci.
A termini dell’art. 70 del D.Lgs. n. 159/2011, trascorsi due anni dalla cessazione della misura di prevenzione personale, l’interessato può chiedere la riabilitazione che comporta anche la cessazione dei divieti previsti dall’art. 67. La richiesta è ammessa dopo 5 anni per gli indiziati di appartenere ad associazioni di tipo mafioso e per le misure disposte in relazione alle altre norme del codice penale indicate all’art. 4 del decreto n. 159.
Comma 1, lett. c)
L’esclusione opera in presenza di condanna passata in giudicato, o di decreto penale di condanna irrevocabile di cui agli artt. 459 e seguenti c.p.p., o di sentenza di applicazione della pena su richiesta. Pertanto non è sufficiente a disporre l’esclusione la sola pendenza di un procedimento penale, ma deve trattarsi di sentenza definitiva. L’esclusione opera per reati gravi in danno dello Stato e della comunità, che incidono sulla moralità professionale.
L’esclusione non è automatica, ma richiede un’indagine sui singoli fatti in relazione agli elementi evidenziati dalla norma.
In termini generali, qualsiasi reato compiuto nell’ambito territoriale può essere rilevante ai fini dell’applicazione della sanzione prevista dal Codice, trattandosi di una categoria non compiutamente definita, in cui si lascia alla s.a. un margine di apprezzamento sia sull’incidenza del reato sulla moralità professionale, sia sull’offensività per lo Stato e la comunità, che sulla gravità dei fatti. Utili indicazioni con riguardo ai vari elementi richiesti dalla norma sono contenuti nella determina dell’Autorità n. 1/2010, tenendo conto che, trattandosi di valutazioni che competono alla s.a., le stesse devono essere espresse in una congrua motivazione ai fini dell’esclusione.
La disposizione in esame prevede poi che costituiscono cause di esclusione le condanne per uno o più reati di partecipazione ad un’organizzazione criminale, corruzione, frode, riciclaggio, come definiti dall’art. 45 della Direttiva 2004/18. Per tali reati il legislatore ha espresso direttamente una valutazione in ordine alla loro gravità ed incidenza sulla moralità professionale, ed ha perciò ritenuto che la commissione dei medesimi debba comportare necessariamente l’esclusione dalle gare dei soggetti che hanno subito condanna per uno dei predetti reati.
Anche in questo caso l’esclusione è estesa al socio unico persona fisica o al socio di maggioranza in caso di società con meno di quattro soci. Valgono in proposito le precisazioni contenute nella determina dell’AVCP n. 1/2012, par. 1.
Il divieto e l’esclusione operano anche nei confronti dei soggetti cessati dalla carica nell’anno precedente la data di pubblicazione del bando di gara, sempre che l’impresa non dimostri che vi sia stata completa ed effettiva dissociazione della condotta penalmente sanzionata.
In ogni caso, come rileva l’AVCP nella determina n. 1/2012, l’onere della prova grava sull’operatore economico che deve dare dimostrazione dell’interruzione del collegamento tra società e soggetti cessati.
L’ultimo periodo della lettera c) va letto assieme al comma 2 dell’art. 38, per il quale il concorrente non è tenuto a dichiarare le condanne per reati depenalizzati o estinti dopo la condanna, o le condanne revocate e quelle per le quali è intervenuta la riabilitazione, dal momento che tali situazioni giuridiche non comportano l’esclusione o il divieto di partecipazione. Per converso, il soggetto partecipante è tenuto a dichiarare tutte le condanne riportate, comprese quelle per le quali abbia beneficiato della non menzione, spettando all’amministrazione ogni valutazione circa la loro gravità e l’incidenza sulla moralità professionale.
Comma 1, lett. d)
L’esclusione opera se è stato violato il divieto di intestazione fiduciaria di quote di partecipazione ad interposte persone, fatte salve le intestazioni fiduciarie disciplinate dalla legge n. 1966/1939. La disciplina in parola si collega all’esigenza di evitare che la s.a. perda il controllo del vero imprenditore che ha partecipato alla gara.
Con DPCM n. 187/1991 è stato emanato il regolamento per il controllo delle composizioni azionarie dei soggetti aggiudicatari di opere pubbliche e per il divieto delle intestazioni fiduciarie, a termini del quale le società per azioni, in accomandita per azioni, a responsabilità limitata, le società cooperative per azioni o a responsabilità limitata, le società consortili per azioni o a responsabilità limitata aggiudicatarie di opere pubbliche, ivi comprese le concessionarie e le subappaltatrici, devono comunicare all’amministrazione committente o concedente, prima della stipula del contratto o della convenzione, la propria composizione societaria, l’esistenza di diritti reali di godimento o di garanzia sulle azioni “con diritto di voto” sulla base delle risultanze del libro dei soci, delle comunicazioni ricevute e di qualsiasi altro dato a propria disposizione, nonché l’indicazione dei soggetti muniti di procura irrevocabile che abbiano esercitato il voto nelle assemblee societarie nell’ultimo anno o che ne abbiano comunque diritto.
Inoltre, fermo restando l’obbligo di verificare, decorso un anno dalla firma del contratto con la p.a., la permanenza dei requisiti in materia antimafia che consentono la partecipazione alle gare (di cui agli artt. 81 e segg., decreto n. 159/2011), le amministrazioni committenti o concedenti chiedono, in corso d’opera, alle società di cui all’art. 1 del decreto se siano intervenute variazioni nella composizione societaria di entità superiore al 2% rispetto a quanto comunicato in precedenza.
Il D.L. n. 70/2011 ha sancito che “l’esclusione ha durata di un anno decorrente dall’accertamento definitivo della violazione e va comunque disposta se la violazione non è stata rimossa”; per accertamento definitivo della violazione si intende il provvedimento amministrativo divenuto inoppugnabile.
Comma 1, lett. e)
Il divieto si applica a coloro che hanno commesso gravi infrazioni debitamente accertate alle norme in materia di sicurezza e a ogni altro obbligo derivante dai rapporti di lavoro, risultanti dai dati in possesso dell’Osservatorio, ed è riferito ad ogni violazione degli obblighi derivanti dai rapporti di lavoro diversi da quelli contributivi ed assistenziali oggetto della lettera i). Le violazioni, per essere rilevanti, devono essere gravi, definitivamente accertate e risultare dai dati in possesso dell’Osservatorio
Come rileva la determina 1/2010, l’evoluzione della disciplina in materia di sicurezza, consente di attribuire rilevanza, ai fini dell’esclusione, alle informazioni comunque pervenute che siano nella disponibilità della s.a.
Comma 1, lett. f)
La causa di esclusione è duplice, ma in entrambi i casi è indirizzata a reprimere ogni condotta atta a minare la legittima aspettativa della s.a., non solo ad un’esecuzione a regola d’arte del lavoro affidato, ma anche all’esecuzione delle prestazioni di contratto secondo il canone di buona fede in senso oggettivo e quindi l’assunzione di un contegno ispirato a correttezza e probità contrattuale (C.d.S., sent. n. 6951/2011 emessa con riguardo ad un provvedimento dell’AEEG che inficiava in maniera sostanziale la trasparenza e l’affidabilità professionale del concorrente).
Il divieto e l’esclusione opera:
- in presenza di una grave negligenza o malafede accertata anche in sede amministrativa (es. vertenza con l’appaltatore conclusasi con una transazione: C.d.S., sez. III, sent. n. 4/2012), in relazione al comportamento tenuto in altri e precedenti rapporti contrattuali con la medesima impresa che intende partecipare alla nuova procedura di affidamento;
- in presenza di un errore grave nell’esercizio dell’attività professionale accertato con qualsiasi mezzo di prova da parte della s.a. La rilevanza dell’errore, secondo la det. AVCP n. 1/2010, non è circoscritta ai soli contratti con l’amministrazione che bandisce la gara, ma attiene indistintamente a tutta la precedente attività professionale dell’impresa.
Con riferimento ad entrambe le situazioni previste dalla norma, la s.a. è tenuta ad esprimere una valutazione supportata da congrua e documentata motivazione della sussistenza di inadempimenti connotati da un profilo di gravità idoneo ad incidere sull’affidabilità professionale e tecnica dell’impresa nella sua complessità (C.d.S., sent. n. 4025/2011 e 3078/2012).
Comma 1, lett. g)
L’esclusione opera nei confronti di soggetti che hanno commesso violazioni gravi, definitivamente accertate, rispetto agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse.
La gravità delle violazioni discende direttamente dalla legge che considera tali quelle che comportano un omesso pagamento di imposte e tasse superiore a 10.000 euro (limite considerato dall’art. 48-bis del D.P.R. n. 602/73); il comma 2-bis del suddetto articolo demanda ad un decreto del Ministero delle finanze la variazione (in aumento o diminuzione) dell’importo suddetto.
Inoltre, l’art. 1, comma 5 del D.L. n. 16/2012, convertito nella legge n. 44, precisa che “costituiscono violazioni definitivamente accertate quelle relative all’obbligo di pagamento di debiti per imposte e tasse certi, scaduti ed esigibili”.
Come riporta la determina n. 1/2012, recependo la giurisprudenza del Consiglio di Stato (sent. n. 6084/2011), non si intendono scaduti ed esigibili i debiti per i quali è stato concordato un piano di rateazione ed il contribuente sia in regola con i pagamenti, a condizione che provi di avere beneficiato di tale misura entro il termine di scadenza per la presentazione della domanda di partecipazione alla gara (v. anche precontenzioso n. 94/2011).
Comma 1, lett. h)
La norma riscritta dal D.L. n. 70/2011 prevede l’esclusione nei confronti dell’impresa che risulti iscritta nel casellario informatico per aver presentato falsa dichiarazione o falsa documentazione in relazione a requisiti e condizioni rilevanti per la partecipazione a procedure di gara e per l’affidamento di subappalti. L’iscrizione, per effetto del richiamo al comma 1-ter dello stesso art. 38, avviene su segnalazione della s.a. all’Autorità alla quale compete la verifica se le dichiarazioni o documentazione falsa sono state prodotte con dolo o colpa grave. A seguito dell’accertamento dell’Autorità è disposta l’iscrizione nel Casellario informatico ai fini dell’esclusione dalle procedure di gara e dell’affidamento dei subappalti per un periodo fino ad un massimo di un anno, secondo le valutazioni ed i riscontri della stessa Autorità.
Pertanto non è prevista alcuna valutazione discrezionale da parte della s.a. dovendosi limitare a prendere atto dell’iscrizione.
Nel caso in cui la dichiarazione o documentazione falsa sia stata presentata per la prima volta in sede della specifica gara, e sia riscontrata dalla s.a., come rileva l’Autorità nella det. n. 1/2012, si applica l’art. 75 del D.P.R. n. 445/2000 per il quale “il dichiarante decade dai benefici eventualmente conseguenti al provvedimento emanato sulla base della dichiarazione non veritiera”, nel senso che il beneficio è connesso all’ammissione del concorrente alla procedura di aggiudicazione, ferma restando la segnalazione all’Autorità a termini del comma 1-ter dell’art. 38, e l’assoggettamento al codice penale ex art. 76, D.P.R. n. 445/2000.
Comma 1, lett. i)
L’esclusione opera per i soggetti che hanno commesso violazioni gravi, definitivamente accertate, alle norme in materia di contributi previdenziali e assistenziali. Il comma 2 dell’art. 38 precisa che si intendono gravi le violazioni ostative al rilascio del documento unico di regolarità contributiva.
Su punto si è espressa l’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato con sentenza 4 maggio 2012, n. 8, con il seguente principio «ai sensi e per gli effetti dell’art. 38, comma 1, lett. i) D.Lgs. n.163 del 2006, anche nel testo vigente anteriormente al D.L. n. 70 del 2011, secondo cui costituiscono causa di esclusione dalle gare di appalto le gravi violazioni alle norme in materia previdenziale e assistenziale, la nozione di “violazione grave” non è rimessa alla valutazione caso per caso della stazione appaltante, ma si desume dalla disciplina previdenziale, e in particolare dalla disciplina del documento unico di regolarità contributiva; ne consegue che la verifica della regolarità contributiva delle imprese partecipanti a procedure di gara per l’aggiudicazione di appalti con la pubblica amministrazione è demandata agli istituti di previdenza, le cui certificazioni (D.U.R.C.) si impongono alle stazioni appaltanti, che non possono sindacarne il contenuto».
Comma 2, lett. l)
A termini della lett. l), sono esclusi dalla partecipazione alle gare e non possono essere affidatari di subappalti o sub contratti, i soggetti che non presentano la certificazione dalla quale risulti l’ottemperanza alle norme che disciplinano il diritto al lavoro dei disabili. L’intervento modificativo apportato all’art. 17 della legge n. 68/1999 da parte del D.L. n. 112/2008, ha consentito agli operatori economici di presentare la dichiarazione sostitutiva del legale rappresentante che attesti di essere in regola con le norme che disciplinano il diritto al lavoro dei disabili, come peraltro si ricava dal rinvio della suddetta lettera l) al comma 2 dell’art. 38.
In giurisprudenza è stato affermato come l’art. 17 della legge n. 68 esprima una disposizione imperativa di ordine pubblico, e la sua applicazione prescinda dall’inserimento o meno dell’obbligo nel bando o nella lettera di invito. Pertanto, ove questi documenti non contengano alcun riferimento agli obblighi derivanti dalla norma suddetta, essi dovranno intendersi integrati dalla dichiarazione in questione (C.d.S., VI, sent. n. 1135/2010). La suddetta dichiarazione deve essere resa anche dai soggetti esonerati per legge al rispetto della normativa, costituendo requisito di partecipazione (TAR Lazio, Roma, sent. n. 11405/2008).
La circolare MLPS n. 10/2003 precisa che spetta all’amministrazione la verifica del requisito presso i servizi provinciali di collocamento.
Comma 2, lett. m)
La disposizione è riferita ai casi di esclusione conseguenti all’applicazione di specifiche norme di legge. Viene richiamato espressamente l’art. 9 del D.Lgs. n. 231/2001 che disciplina la responsabilità delle persone giuridiche e delle società per illeciti amministrativi dipendenti da reati commessi nell’interesse e a vantaggio dell’ente da persone con funzioni di rappresentanza o amministrazione, o sottoposte a direzione o vigilanza da uno dei suddetti soggetti.
Tra le sanzioni che il giudice può comminare, l’art. 9 prevede anche il divieto di contrattare con la p.a. salvo che per ottenere le prestazioni di un servizio pubblico.
L’altra norma richiamata (art. 36-bis del D.L. n. 223/2006) è ora contenuta nell’art. 14 del D.Lgs. n. 81/2008 che prevede l’adozione di provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale quando sia riscontrato impiego di personale non risultante dalla documentazione obbligatoria, in misura superiore ad una determinata percentuale, dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro, nonché nei casi di gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro. L’adozione del provvedimento di sospensione è comunicata all’AVCP per gli aspetti di competenza e per l’adozione da parte del Ministero delle infrastrutture di un provvedimento interdittivo alla contrattazione con la p.a. ed alla partecipazione alle gare pubbliche.
La disposizione di cui alla lettera m) esclude, inoltre, dalla partecipazione alle gare l’applicazione di ogni altra sanzione che comporta il divieto di contrattare con la p.a. A questo proposito l’art. 32-quater del codice penale prevede la pena accessoria suddetta in conseguenza della condanna definitiva per reati particolarmente gravi.
Comma 2, lett. m-bis)
Sono esclusi dalle procedure di gara e non possono essere affidatari di subappalti i soggetti nei cui confronti sia stata applicata la sospensione o la decadenza dell’attestazione SOA per aver prodotto falsa documentazione o dichiarazioni mendaci, risultante dal casellario informatico. Se tuttavia dallo stesso casellario risulta che l’operatore economico ha ottenuto una nuova attestazione, ciò implica la non imputabilità all’impresa di avere reso false attestazioni ed il possesso dei requisiti richiesti per il conseguimento dell’attestazione. Pertanto nel casellario informatico, oltre all’annotazione relativa alla decadenza dell’attestazione per la causale di cui alla lettera a margine, sarà inserita, con riguardo al medesimo operatore, anche l’informazione circa il rilascio di una nuova attestazione (det. AVCP n. 1/2010).
La preclusione decorre dal momento in cui il provvedimento di decadenza dell’attestazione è inserito nel casellario informatico da parte dell’Autorità (det. n. 1/2010), e l’iscrizione ha la durata di un anno, decorso il quale l’iscrizione è cancellata o perde comunque efficacia (art. 40, comma 9-quater del Codice).
Come precisa l’Autorità (det. n. 1/2010), la sanzione interdittiva rimane fissata per il periodo di un anno senza possibilità di graduazione.
Comma 2, lett. m-ter)
L’esclusione in parola e l’impossibilità di essere affidatari di subappalti, opera nei confronti dei soggetti indicati nella precedente lettera b), e quindi “il titolare o il direttore tecnico, se si tratta di impresa individuale; i soci o il direttore tecnico se si tratta di società in nome collettivo, i soci accomandatari o il direttore tecnico se si tratta di società in accomandita semplice, gli amministratori muniti di poteri di rappresentanza o il direttore tecnico o il socio unico persona fisica, ovvero il socio di maggioranza in caso di società con meno di quattro soci, se si tratta di altro tipo di società”.
Il D.L. n. 701/2011 ha abrogato, per l’operatività dell’esclusione, il riferimento al fatto che i soggetti interessati non siano sottoposti all’applicazione di una delle misure di prevenzione o che per gli stessi si ravvisi una causa ostativa di cui alla stessa lettera b).
I soggetti interessati alla presente disposizione sono coloro che, pur essendo stati vittime di reati previsti e puniti dagli artt. 317 c.p. (concussione) e 629 c.p. (estorsione), aggravati dallo stampo mafioso, hanno omesso di denunciare i relativi fatti all’A.G., salvo che ricorra l’esimente dell’adempimento di un dovere o dello stato di necessità o della legittima difesa.
La condotta omissiva della denuncia deve emergere dagli indizi a base della richiesta di rinvio a giudizio formulata nei confronti dell’imputato nell’anno precedente la pubblicazione del bando di gara.
È compito della procura procedente comunicare la condotta omissiva, unitamente alle generalità del soggetto che l’ha tenuta, all’AVCP tenuta a curare la pubblicazione della comunicazione sul sito dell’Osservatorio.
Comma 2, lett. m-quater)
La nuova disposizione prevede che il concorrente alleghi alternativamente:
a) la dichiarazione di non trovarsi in alcuna situazione di controllo di cui all’art. 2359 del codice civile rispetto ad alcun soggetto, e di aver formulato l’offerta autonomamente;
b) la dichiarazione di non essere a conoscenza della partecipazione alla medesima procedura di soggetti che si trovano, rispetto al concorrente, in una delle situazioni di controllo di cui all’art. 2359 del codice civile, e di aver formulato l’offerta autonomamente;
c) la dichiarazione di essere a conoscenza della partecipazione alla medesima procedura di soggetti che si trovano, rispetto al concorrente, in situazione di controllo di cui all’art. 2359 del codice civile, e di aver formulato l’offerta autonomamente.
Ricorrendo una delle ipotesi suddette, la s.a. esclude i concorrenti per i quali accerti che le relative offerte sono imputabili ad un unico centro decisionale sulla base di univoci elementi.
Pertanto, oltre alle situazioni di controllo previste dal codice civile, comporta l’esclusione la sussistenza di situazioni di collegamento tra imprese per la quale offerte diverse provengono da un unico centro decisionale.
La giurisprudenza ha individuato la sussistenza di tali indici quando:
- vi siano affinità nella redazione degli atti di gara sia per la veste grafica che per la generale composizione dei plichi, o per la presenza dei medesimi errori;
- vi sia identità o somiglianza delle modalità di rilascio della polizza fideiussoria;
- vi siano intrecci tra soci, amministratori e direttori tecnici.
In sostanza, l’ipotesi dell’art. 2359 c. c., integra una forma di presunzione ex lege di collegamento tra ditte partecipanti, mentre l’ipotesi del controllo sostanziale va desunta sulla base di elementi oggettivi e concordanti (C.d.S., sez. V, 30.11.2011, n. 6329, sez. III, 2.1.2012, n. 1), che possono essere costituiti oltre che da intrecci personali tra gli assetti societari delle imprese, anche dalla predisposizione di buste identiche, contenenti offerte, documenti redatti in modo identico, delle certificazioni ottenute il medesimo giorno, delle fideiussioni rilasciate dalla medesima banca e autenticate con numero progressivo dallo stesso notaio, e della spedizione con lo stesso corriere (C.d.S. sez. VI, 8 maggio 2012, n. 2657).
In linea con le citate posizioni, l’Autorità si è espressa nel senso che l’amministrazione può esercitare il potere di esclusione solo se dispone di elementi significativi ed oggettivi che non lasciano margine di dubbio sul collegamento sostanziale (parere sulla normativa 23.4.2009), verificando la sussistenza di un condizionamento di un’impresa su un’altra nella formulazione dell’offerta, mediante un sub procedimento in contraddittorio con le concorrenti interessate.

2.1. Regolarità contributiva
Ai fini dell’affidamento di appalti pubblici, il concorrente non deve aver commesso “violazioni gravi, definitivamente accertate, alle norme in materia di contributi previdenziali e assistenziali, secondo la legislazione italiana o dello Stato in cui sono stabiliti”. Il comma 2 dell’art. 38, precisa che si intendono gravi le violazioni ostative al rilascio del documento unico di regolarità contributiva.
Il Durc è definito dall’art. 6 del Regolamento sui contratti pubblici, come il certificato che attesta contestualmente la regolarità di un operatore economico per quanto concerne gli adempimenti INPS e INAIL, nonché cassa edile per lavori, verificati sulla base della rispettiva normativa di riferimento.
Il D.M. 24 ottobre 2007 individua i soggetti tenuti al rilascio del documento ed i tempi relativi, le condizioni di regolarità contributiva, le modalità delle richieste, i contenuti del documento e le condizioni che ne impediscono il rilascio. Il DM precisa che ai fini della partecipazione a gare d’appalto, non osta al rilascio del documento uno scostamento non grave tra le somme dovute e quelle versate con riferimento a ciascun istituto previdenziale ed a ciascuna cassa edile. Non si considera grave lo scostamento inferiore o pari al 5% tra somme dovute e versate per ciascun periodo di paga o contribuzione o comunque uno scostamento inferiore a 100 euro.
Sono inoltre cause ostative al rilascio del Durc i casi di irregolarità in materia di tutela delle condizioni di lavoro accertate con provvedimenti amministrativi e giurisdizionali definitivi, senza che rilevi l’eventuale successiva sostituzione dell’autore dell’illecito.
La circolare del Ministero del Lavoro n. 35 del 8.10.2010, recependo le indicazioni dell’Autorità sui contratti pubblici contenute nella determinazione n. 1/2010 e gli orientamenti della giurisprudenza in materia, da atto della validità trimestrale del documento per gli appalti per i quali è richiesto, con le seguenti precisazioni:
- il documento ha validità di tre mesi per lo specifico procedimento per il quale è richiesto e non può essere utilizzato un documento richiesto per altri fini;
- per ogni stato di avanzamento o stato finale deve essere richiesto un Durc e questo ha validità trimestrale ai soli fini del pagamento; analogamente il documento è richiesto per il pagamento di ciascuna fattura di forniture e servizi, e la sua validità temporale ha effetto ai fini del pagamento;
- è consentito valersi di un documento rilasciato per altri fini solo nei casi di appalti relativi all’acquisizione di beni e servizi in economia a termini dell’art. 125, comma 1, lett. b) del Codice.
Il Documento in esame è richiesto anche per gli affidamenti di forniture e servizi. L’art. 2 della legge n. 266/2002 ha esteso l’obbligo del Documento anche per altre tipologie di appalti nonché per la gestione di servizi ed attività in convenzione o concessione, prevedendo altresì che le modalità di rilascio del Documento siano convenzionalmente stabilite da INPS e INAIL.
Per quanto riguarda le modalità di richiesta si rimanda alla circolare INPS n. 59 del 28.3.2011. La medesima circolare precisa che ha validità trimestrale il Durc rilasciato ai fini:
1. della verifica della dichiarazione sostitutiva;
2. dell’aggiudicazione;
3. della stipula del contratto;
4. del pagamento degli stati di avanzamento lavori e delle prestazioni relative a servizi e forniture (fatture);
5. dell’acquisizione in economia di soli beni e servizi con il sistema dell’affidamento diretto;
6. dell’attestazione SOA;
7. dell’iscrizione all’albo fornitori.
Nei casi previsti ai punti 1 e 2 , i Durc emessi possono essere utilizzati anche per la stipula del contratto se sono in corso di validità; per il caso di cui al punto 5 è possibile utilizzare un Durc in corso di validità emesso per un precedente contratto riguardante una diversa stazione appaltante.
In ogni caso, precisa il Regolamento (art. 6, comma 4), le s.a acquisiscono il documento quando tra il contratto e il primo stato di avanzamento o la prima liquidazione in caso di servizi e forniture, ovvero tra due stati di avanzamento o due liquidazioni, intercorrono più di 180 giorni.
A termini dello stesso articolo il documento è richiesto anche per il certificato di collaudo o regolare esecuzione, per il certificato di verifica di conformità (art. 322 Reg.), per il pagamento del saldo finale, nonché per il rilascio dell’autorizzazione ai fini del subappalto.
L’art. 16-bis, comma 10, del D.L. n. 185/2008, convertito in legge n. 2/2009, in attuazione dei principi stabiliti dall’art. 18, comma 2, della legge n. 241/1990, e dall’art. 43, comma 5, del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, dispone che stazioni appaltanti pubbliche acquisiscono d’ufficio, anche attraverso strumenti informatici, il documento unico di regolarità contributiva (DURC) dagli istituti o dagli enti abilitati al rilascio in tutti i casi in cui è richiesto dalla legge. Per quanto riguarda l’applicazione del sistema in materia di richiesta e rilascio si veda la circolare INPS 59/2010.
L’art. 2 del decreto correttivo n. 152/2008 integra la rubrica dell’art. 118 del Codice con la “tutela del lavoro”; a questo fine, per contrastare il fenomeno del lavoro sommerso e irregolare, il Documento unico di regolarità contributiva è comprensivo della verifica della congruità dell’incidenza della mano d’opera relativa allo specifico contratto.
Ai fini del pagamento degli stati di avanzamento e dello stato finale dei lavori l’affidatario ed i subappaltatori trasmettono all’amministrazione il documento unico di regolarità contributiva. Il regolamento (art. 4), dispone che in caso il documento in questione segnali un’inadempienza contributiva relativa a uno o più soggetti impiegati nell’esecuzione del contratto, il responsabile del procedimento trattiene dal certificato di pagamento l’importo corrispondente all’inadempienza. Il pagamento di quanto dovuto per le inadempienze accertate mediante il documento unico di regolarità contributiva è disposto direttamente dall’amministrazione agli enti previdenziali e assicurativi, compresa, nei lavori, la cassa edile.
In ogni caso sull’importo netto progressivo delle prestazioni è operata una ritenuta dello 0,50 per cento; le ritenute possono essere svincolate soltanto in sede di liquidazione finale, dopo l’approvazione da parte della stazione appaltante del certificato di collaudo o di verifica di conformità, previo rilascio del documento unico di regolarità contributiva.
Per le modalità di attuazione dell’intervento sostitutivo della stazione appaltante nei confronti dell’esecutore del contratto, si rimanda alla circolare INPS n. 54 del 13.4.2012.

2.1.1. L'autocertificazione del Durc
Il Durc non è documento che è possibile sostituire con autocertificazione, in quanto la regolarità contributiva non può essere oggetto di sicura conoscenza come avviene per gli stati, qualità personali e fatti ai sensi dell’art. 40 del D.P.R. n. 445/2000 (circolare MLPS n. 12/2012 e nota congiunta Inps-Inail n. 26/2012).
È tuttavia possibile presentare una dichiarazione in luogo del Durc nelle specifiche ipotesi previste dal legislatore, attualmente limitate ai contratti di forniture di beni e servizi stipulati con la p.a. e con le società in house, come prevede l’art. 4, comma 14-bis del D.L. n. 70/2011, fermo restando l’obbligo di effettuare controlli periodici sulla veridicità delle dichiarazioni presentate.
Da segnalare che il D.L. n. 52 del 7 maggio 2012, convertito nella legge n. 94, recante “Disposizioni urgenti per la razionalizzazione della spesa pubblica”, all’art. 13-bis, comma 5, ha disposto che il Durc è rilasciato anche in presenza di una certificazione, rilasciata su istanza del creditore, di somme dovute per appalti, che attesti la sussistenza e l’importo di crediti certi, liquidi ed esigibili vantati nei confronti della p.a., di importo pari agli oneri contributivi accertati e non ancora versati. Con D.M. da adottare entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione sono stabilite le modalità di attuazione della suddetta disposizione.

2.1.2. Il DURC e i creditori della P.A.
Con decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze in data 13 marzo 2013 (G.U. 16 luglio 2013, n. 165) sono state stabilite le modalità per il rilascio e l’utilizzazione del DURC - Documento unico di regolarità contributiva, in presenza di una certificazione che attesta la sussistenza e l’importo dei crediti certi, liquidi ed esigibili vantati nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni (dello Stato, degli Enti pubblici nazionali, delle Regioni, degli Enti locali e degli enti del Servizio sanitario nazionale), di importo almeno pari agli oneri contributivi accertati e non ancora versati da parte del medesimo soggetto titolare dei crediti certificati.
Gli enti tenuti al rilascio del DURC, su richiesta del titolare dei crediti certificati che non ha provveduto al versamento dei contributi previdenziali, assistenziali e assicurativi nei termini previsti, emettono il documento con l’indicazione che il rilascio è avvenuto ai sensi del comma 5 dell’art. 13-bis del D.L. n. 52/2012, precisando l’importo del debito contributivo e gli estremi della certificazione all’uopo esibita.
Il DURC rilasciato con tali modalità può essere utilizzato per le finalità previste dalle disposizioni di legge vigenti. All’utilizzo del DURC per ottenere il pagamento da parte di pubbliche amministrazioni degli stati di avanzamento di lavori o di prestazioni relative a servizi e forniture, si applica il comma 2 dell’art. 4 del D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207, che prevede l’intervento sostitutivo della stazione appaltante in caso d’inadempienza contributiva dell’esecutore, mediante trattenuta dal certificato di pagamento dell’importo alla stessa corrispondente, provvedendo al pagamento agli enti previdenziali e assicurativi. L’intervento sostitutivo si applica alle erogazioni, a carico di pubbliche amministrazioni, a qualsiasi titolo spettanti al soggetto tenuto al versamento dei contributi.
La certificazione esibita per il rilascio del DURC, ai sensi del comma 5 dell’art 13-bis del D.L. n. 52/2012, può essere utilizzata per la compensazione di somme iscritte a ruolo ai sensi del D.P.R n. 602/1973, secondo le modalità stabilite dal decreto 25 giugno 2012 e s.m., ovvero per la cessione o anticipazione del credito presso banche o intermediari finanziari.
Il credito indicato nella certificazione esibita per il rilascio del DURC può validamente essere ceduto ovvero costituire oggetto di anticipazione solo previa estinzione del debito contributivo indicato sul DURC, dallo stesso comprovata, aggiornato, da esibirsi alla banca o all’intermediario finanziario, ovvero in caso di persistente irregolarità contributiva, a condizione che il creditore sottoscriva, contestualmente alla cessione o all’anticipazione, apposita delegazione alla banca o all’intermediario finanziario, ai sensi dell’art. 1269 del codice civile, per provvedere al pagamento del predetto debito contributivo. Qualora l’importo riconosciuto dalla banca e dall’intermediario al creditore risulti inferiore al debito contributivo, la delegazione di pagamento si applica per l’estinzione del predetto debito. (AGG. LUGLIO 2013)


2.2. Pari opportunità
L’art. 41 del D.Lgs. 11 aprile 2006, n. 198, “Codice delle pari opportunità”, introduce la sanzione dell’esclusione da qualsiasi appalto per quei soggetti nei cui confronti sia stato accertato un comportamento discriminatorio. L’ente appaltante viene a conoscenza del comportamento in questione mediante apposita comunicazione da parte della Direzione provinciale del lavoro. La procedura di esclusione non si applica quando è stata raggiunta una conciliazione tra le parti.

2.3. Verifica dei requisiti
Il possesso dei requisiti di ordine generale è riscontrato dall’amministrazione aggiudicatrice in collegamento con le amministrazioni certificanti a termini dell’art. 43 del D.P.R. n. 445/2000.
Per quanto riguarda le cause di esclusione collegate a fattispecie di rilevanza penale, la verifica è effettuata richiedendo al competente ufficio i certificati del casellario giudiziale di cui all’art. 21 del D.P.R. n. 313/2002. Il richiamo a questa disposizione consente alla P.A. di accedere agli stessi certificati del casellario che può ottenere l’autorità giudiziaria, cioè quelli senza alcuna omissione, comprese le condanne per le quali c’è il beneficio della non menzione.



Indice della parte




Normativa

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COMMISSIONE EUROPEA - REGOLAMENTO 13 dicembre 2013, n. 1336Modifica delle direttive 2004/17/CE, 2004/18/CE e 2009/81/CE del Parlamento europeo e del Consiglio riguardo alle soglie di applicazione in materia di procedure di aggiudicazione degli appalti
MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI - DECRETO 24 dicembre 2012Specifiche tecniche del processo di emissione del passaporto elettronico
DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 18 aprile 2013Modalità per l'istituzione e l'aggiornamento degli elenchi dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa, di cui all'art. 1, comma 52, della legge 6 novembre 2012, n. 190
DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 18 aprile 2013Istituzione presso tutte le prefetture degli elenchi dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa
DIPARTIMENTO PER LE POLITICHE EUROPEE - DECRETO 4 marzo 2013Esclusione dall'applicazione del D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163, recante codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, degli appalti attribuiti da enti aggiudicatori e destinati a consentire l'esecuzione di talune attività nel settore dell'energia elettrica
MINISTERO DELLA GIUSTIZIA - DECRETO 31 ottobre 2013, n. 143Regolamento recante determinazione dei corrispettivi da porre a base di gara nelle procedure di affidamento di contratti pubblici dei servizi relativi all'architettura ed all'ingegneria
MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE - DECRETO 10 aprile 2013Piano d'azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione - revisione 2013
MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE - DECRETO 13 dicembre 2013Criteri ambientali minimi per l'affidamento del servizio di gestione del verde pubblico, per acquisto di Ammendanti - aggiornamento 2013, acquisto di piante ornamentali e impianti di irrigazione e forniture di attrezzature elettriche ed elettroniche d'ufficio - Aggiornamento 2013
MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE - DECRETO 23 dicembre 2013Criteri ambientali minimi per l'acquisto di lampade a scarica ad alta intensità e moduli led per illuminazione pubblica, per l'acquisto di apparecchi di illuminazione per illuminazione pubblica e per l'affidamento del servizio di progettazione di impianti di illuminazione pubblica - aggiornamento 2013
MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE - DECRETO 4 aprile 2013Criteri ambientali minimi per l'acquisto di carta per copia e carta grafica - aggiornamento 2013
MINISTERO DELLA SALUTE - DECRETO 26 aprile 2013Nuova disciplina dei lavori, servizi e forniture in economia, ai sensi dell'art. 125, comma 10, del D.Lgs. n. 163/2006, con conseguente abrogazione del precedente decreto 6 novembre 2002
MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - DECRETO 23 maggio 2013Individuazione delle categorie di beni e servizi per i quali le pubbliche amministrazioni sono tenute a procedere alle relative acquisizioni attraverso strumenti di acquisto informatici, ai sensi dell'articolo 1, comma 158, della legge 24 dicembre 2012, n. 228
MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA - DECRETO 13 marzo 2013, n. 437Avviso pubblico per la rilevazione di fabbisogni di innovazione all'interno del settore pubblico nelle regioni convergenza

Prassi

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AGENZIA PER L’ITALIA DIGITALE - CIRCOLARE 6 dicembre 2013, n. 63Linee guida per la valutazione comparativa prevista dall’art. 68 del D.Lgs. 7 marzo 2005, n. 82 “Codice dell’Amministrazione digitale”
CORTE DEI CONTI, SEZ. EMILIA ROMAGNA - PARERE 17 dicembre 2013, n. 286Acquisto di beni e servizi al di sotto della soglia di rilievo comunitario da parte delle P.A. attraverso il ricorso al mercato elettronico
CORTE DEI CONTI SEZ REG LOMBARDIA - PARERE 15 gennaio 2013, n. 2accollo
CORTE DEI CONTI, SEZ. REG. LOMBARDIA - PARERE 2 luglio 2013, n. 312Sistemi telematici o strumenti elettronici - Disciplina e modalità di accesso da parte delle PA al Sintel in alternativa al Mepa o al Consip
CORTE DEI CONTI, SEZ. REG. LOMBARDIA - PARERE 5 febbraio 2014, n. 44Affidamento del servizio refezione scolastica con tariffa deliberata che non copre il totale dei costi
CORTE DEI CONTI, SEZ. REG. PUGLIA - PARERE 22 gennaio 2014, n. 16Validità dei contratti non stipulati in modalità elettronica dal gennaio 2013 fino alla data in cui la stipula in tale forma diventerà obbligatoria
CORTE DEI CONTI – SEZ REG TOSCANA – PARERE 19 marzo 2013, n. 15Richiesta di parere in materia di incentivi alla progettazione di cui all’art. 92 del D.Lgs. 163/2006
MINISTERO DEL LAVORO - INTERPELLO 24 gennaio 2013, n. 2interpello ex art. 9, D.Lgs. n. 124/2004 – DURC – posizione non regolare del socio
di una società di capitali
CORTE DEI CONTI, SEZ. REG. TOSCANA - PARERE 30 maggio 2013, n. 151Modalità di ricorso agli strumenti offerti dal MEPa - Consip
CORTE DEI CONTI SEZ REG TOSCANA - PARERE 29 gennaio 2013, n. 4Richiesta di parere in cui si pone un quesito inerente la normativa sui pagamenti nelle transazioni commerciali e sulla cessione del credito
AUTORITÀ PER LA VIGILANZA SUI CONTRATTI PUBBLICI DI LAVORI, SERVIZI E FORNITURE - COMUNICATO ottobre 2013Trasmissione dei dati dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture - settori ordinari e speciali - allineamento a 40.000 euro della soglia minima per le comunicazioni ex art. 7, comma 8, decreto legislativo n. 163/2006 - rettifica
AGENZIA DELLE ENTRATE - RISOLUZIONE 8 febbraio 2013, n. 10/EEstensione dell’utilizzo, nel modello F24 enti pubblici, del codice identificativo “51
AGENZIA DELLE ENTRATE - CIRCOLARE 1 marzo 2013, n. 2Articolo 13-ter del DL n. 83 del 2012 - Disposizioni in materia di responsabilità solidale dell’appaltatore - Circolare n. 40/E dell’8 ottobre 2012 - Problematiche interpretative
MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI - CIRCOLARE 6 settembre 2013, n. 36Art. 31 del D.L. n. 69/2013 (conv. dalla legge n. 98/2013) – Semplificazioni in materia di DURC – Primi chiarimenti
MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI - CIRCOLARE 21 ottobre 2013, n. 40Certificazione di crediti e rilascio del DURC - Primi chiarimenti
INPS - MESSAGGIO 23 agosto 2013, n. 13414DURC. Recapito del documento esclusivamente tramite Posta Elettronica Certificata (PEC)
INPS - MESSAGGIO 14 agosto 2013, n. 13153Decreto legge 8 aprile 2013 n. 35, convertito con modificazioni, nella legge 6 giugno 2013, n. 64. Documento Unico di Regolarità Contributiva (Durc)
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Giurisprudenza

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CASSAZIONE, SEZ. II CIVILE - SENTENZA 24 giugno 2013, n. 15786Professionisti - Il compenso dovuto può dipendere da un evento futuro ed incerto, come il rilascio di una concessione edilizia - Se il rilascio non si verifica, il pagamento non deve essere corrisposto
CASSAZIONE, SEZ. II PENALE - SENTENZA 13 agosto 2013, n. 34917Turbativa d'appalto con collegamento di fatto - Definizione - Individuazione
CONSIGLIO DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA PER LA REGIONE SICILIA - SENTENZA 27 novembre 2013, n. 899Regolarità contributiva - Possesso del requisito per la partecipazione a gare d’appalto - Il DURC deve riportare la situazione complessiva dei versamenti effettuati agli enti di previdenza e assistenza in favore di tutti i dipendenti dell’impresa interessata
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CONSIGLIO DI STATO, SEZ. III - ORDINANZA 23 aprile 2013, n. 1465Gare di appalto - Durc - Non vi sono norme primarie che prescrivano che, per la partecipazione alle gare, il Durc debba riferirsi alla specifica gara di appalto
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CONSIGLIO DI STATO, SEZ. III - SENTENZA 26 settembre 2013, n. 4809Appalto concorso - Revoca della delibera di indizione della gara e degli atti conseguenti per carenza di copertura finanziaria e sopravvenuta mancata rispondenza della gara alle esigenze dell’ente
CONSIGLIO DI STATO, SEZ. IV - SENTENZA 22 marzo 2013, n. 1633Procedura di gara - verifica di anomalia dell’offerta - valore del costo del lavoro
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CONSIGLIO DI STATO, SEZ. V - SENTENZA 27 marzo 2013, n. 1815Procedura di gara di appalto - Conservazione e custodia in sicurezza delle offerte nel corso del procedimento
CONSIGLIO DI STATO, SEZ. V - SENTENZA 27 marzo 2013, n. 1824Appalti pubblici - l’impresa che non ha partecipato o è stata legittimamente esclusa dalla procedura di gara non ha la legittimazione ad impugnare il successivo provvedimento di aggiudicazione
CONSIGLIO DI STATO, SEZ. V - SENTENZA 27 marzo 2013, n. 1832Procedura di gara - La sanatoria di irregolarità formali non può trovare applicazione nel caso in cui l’incompletezza o la mancata chiarezza o la non conformità alle prescrizioni di gara riguardi l’offerta o il progetto tecnici
CONSIGLIO DI STATO, SEZ. V - SENTENZA 9 ottobre 2013, n. 4964Procedura di appalto - Mancata indicazione nell’offerta degli oneri per la sicurezza aziendale
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TAR CAMPANIA - SEZ. VIII, SENTENZA 21 giugno 2013 n. 3261deve escludersi che il rinnovo del servizio di tesoreria nei confronti del medesimo operatore economico già aggiudicatario del servizio possa avvenire, in via diretta, senza previo espletamento di una gara pubblica
TAR PUGLIA - SENTENZA 6 febbraio 2013, n. 174Procedura di gara per affidamento lavori - Composizione Commissione giudicatrice
TAR PUGLIA, SEZ. I - SENTENZA 20 maggio 2013, n. 781E' inaffidabile un'offerta con margine di utile pari a zero, anche se formulata da una Onlus priva, in quanto tale, di scopo di lucro
TAR TOSCANA - SENTENZA 7 marzo 2013, n. 365Bando e capitolato di gara - contrasto tra le clausole - prevalenza di quelle del bando

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AUTORITÀ PER LA VIGILANZA SUI CONTRATTI PUBBLICI DI LAVORI, SERVIZI E FORNITURE - DETERMINAZIONE 6 novembre 2013, n. 5Linee guida su programmazione, progettazione ed esecuzione del contratto nei servizi e nelle forniture
AUTORITÀ PER LA VIGILANZA SUI CONTRATTI PUBBLICI DI LAVORI, SERVIZI E FORNITURE - PROVVEDIMENTO 24 aprile 2013Procedimento per la soluzione delle controversie ai sensi dell'art. 6, comma 7, lettera n), del D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163
AUTORITÀ PER LA VIGILANZA SUI CONTRATTI PUBBLICI DI LAVORI, SERVIZI E FORNITURE - PARERE 27 marzo 2013, n. 42Servizi pubblici locali e partecipazione di società miste alle relative procedure di affidamento
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