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Parte 30 - Titolo 02 - Cap. 04 - La tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche

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Parte Trentesima
L’autonomia impositiva degli enti locali nel federalismo
Riccardo Narducci

TITOLO II
Le entrate tributarie proprie

Cap. IV
La tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche


L’art. 63 del D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, e successive modifiche, ha attribuito agli enti la facoltà, con regolamento adottato a norma dell’art. 52 dello stesso decreto, di escludere l’applicazione sul proprio territorio della tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche di cui al Capo II del D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507. In sostituzione della tassa gli enti possono prevedere che l’occupazione, sia permanente che temporanea, di strade, aree e relativi spazi soprastanti e sottostanti appartenenti al proprio demanio o patrimonio indisponibile, sia assoggettata al canone, la cui disciplina è trattata in altra parte della Guida.

1. Oggetto della tassa
1.1. Occupazione di suolo pubblico
Sono soggette alla tassa le occupazioni di qualsiasi natura, effettuate, anche senza titolo, nelle strade, nei corsi, nelle piazze e, comunque, sui beni appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile dei comuni e delle province.
Sono, parimenti, soggette alla tassa le occupazioni di spazi soprastanti il suolo pubblico, con esclusione dei balconi, verande, bow-windows e simili infissi di carattere stabile, nonché le occupazioni sottostanti il suolo medesimo, comprese quelle poste in essere con conduttore ed impianti di servizi pubblici gestiti in regime di concessione amministrativa.
La tassa si applica, inoltre, alle occupazioni realizzate su tratti di aree private sulle quali risulta costituita, nei modi e nei termini di legge, la servitù di pubblico passaggio. Quest’ultima si realizza: per atto pubblico o privato; per usucapione ventennale in conformità agli artt. 1158 e seguenti del Codice civile; per dicatio ad patriam, cioè per destinazione all’uso pubblico effettuata dal proprietario ponendo volontariamente l’area a disposizione della collettività. Il Ministero delle finanze, con risoluzione 19 maggio 2000, n. 64/E, ha precisato che detta tipologia non si realizza ove risultino segni inequivocabili della volontà contraria del titolare dell’area stessa di far sorgere la servitù di pubblico passaggio, come le indicazioni “proprietà privata” poste sul terreno, le catenelle od altro mezzo che delimita l’area di cui trattasi.
È stato altresì considerata legittima l’applicazione della tassa per l’occupazione di spazi ed aree gravati da uso civico di bosco e pascolo permanente, con vincolo di inedificabilità e di destinazione ex artt. 11 e 12, legge n. 1766/1927, sulla base della presunzione semplice - non solo di esistenza del predetto uso civico - ma anche dell’effettivo e permanente esercizio dell’uso stesso da parte della generalità dei cittadini (Cass. civ., sez. trib., 8 agosto 2003, n. 11993).
Si rileva che un immobile destinato ad usi pubblici, e pertanto facente parte del patrimonio indisponibile dell’ente, non viene acquisito al patrimonio disponibile per il suo mancato uso per lungo periodo, in quanto nessun atto formale è richiesto per la permanenza della sua indisponibilità, pertanto la sua occupazione è comunque soggetta a tassa (Cass. civ., sez. trib., 16 giugno-12 dicembre 2003, n. 19083). Nello stesso senso il mero ricorso a strumenti privatistici in virtù dei quali è reso possibile l’uso di bene demaniale a soggetti diversi dall’ente proprietario, non comporta la sdemanializzazione del bene pubblico, che resta inalienabile ed incommerciabile, senza che il comportamento tacito od inerte della PA, o gli atti di gestione del rapporto giuridico fondato sul titolo privatistico (ad es. locazione), possano essere interpretati come un provvedimento tacito di sdemanializzazione; conseguentemente è stata considerata legittima la pretesa con la quale l’ente locale ha avanzato richiesta di pagamento della Tosap per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche al contribuente-conduttore (Cass. civ., sez. trib., 4 giugno 2007, n. 18345).
Sono escluse dalla tassa le occupazioni di aree appartenenti al patrimonio disponibile dei predetti enti o al demanio statale.

1.2. Occupazioni abusive
Anche l’abusiva occupazione di suolo pubblico costituisce titolo per l’applicazione della tassa, atteso che il fatto generatore dell’obbligazione tributaria deve individuarsi nella medesima occupazione del suolo, qualunque ne sia la causa e la natura (Cass. civ., sez. I, 12 novembre 1998, n. 11438, e Cass. civ., sez. trib. 22 febbraio 2002, n. 2555).

1.3. Strade attraversanti il centro abitato
Le occupazioni realizzate su tratti di strade statali o provinciali che attraversano il centro abitato di comuni con popolazione superiore a diecimila abitanti sono soggette all’imposizione da parte dei medesimi enti.
Con R.M. 4/2341 del 23 giugno 1994 è stato precisato che ai sensi dell’art. 38, comma 4, del D.Lgs. n. 507/1993, le occupazioni di tratti di strade statali che attraversano il centro abitato di comuni con popolazione inferiore a diecimila abitanti non sono soggette alla tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche. La provincia applica legittimamente la tassa che alla stessa compete sui tratti di strade provinciali che attraversano centri di comuni che hanno popolazione complessiva inferiore a 10 mila abitanti (R.M. n. 260/E del 31.10.1995; n. 45/E del 18.3.1996).
La Corte di Cassazione (sez. trib., 9 febbraio-2 giugno 2000, n. 7350) ha tuttavia stabilito che le occupazioni di tratti di strada provinciali che attraversano centri abitati con popolazione fino a 10 mila abitanti, non sono assoggettabili alla tassa se realizzate dal comune per l’espletamento di servizi urbani. La stessa Corte (sez. trib., 9 febbraio-30 maggio 2000, n. 7197) ha ritenuto, con interpretazione di maggiore portata innovativa, che le occupazioni realizzate dallo Stato e dagli altri enti pubblici territoriali sono totalmente esenti dalla tassa, e, con esse, quelle effettuate dai soggetti esecutori di opere pubbliche appaltate dalle medesime amministrazioni.

2. Superficie tassabile
La tassa è determinata in base alla superficie occupata, espressa in metri quadrati o in metri lineari, prescindendo dal carattere dell’attività svolta e dalla capacità contributiva del soggetto passivo.
Le frazioni inferiori al metro quadrato o al metro lineare sono calcolate con arrotondamento alla misura superiore. Nel caso di più occupazioni, anche della stessa natura, di misura inferiore al metro quadrato o al metro lineare, la tassa si determina autonomamente per ciascuna di esse. Non si procede alla tassazione delle occupazioni che, in relazione alla medesima area di riferimento, siano complessivamente inferiori a mezzo metro quadrato o lineare.
Le occupazioni temporanee del soprassuolo e del sottosuolo, effettuate nell’ambito della stessa categoria ed aventi la medesima natura, sono calcolate cumulativamente, con arrotondamento al mq.
Le superfici eccedenti i mille metri quadrati, per le occupazioni sia temporanee che permanenti, possono essere calcolate in ragione del 10%.
Per le occupazioni effettuate con installazione di attrazioni, giochi e divertimenti dello spettacolo viaggiante le superfici sono calcolate nella misura:
• del 50% sino a 100 mq.;
• del 25% per la parte eccedente 100 mq. e fino a 1.000 mq.;
• del 10% per la parte eccedente 1.000 mq.
La riduzione della superficie occupata per le finalità suddette, stabilito dall’art. 42, comma 5, del D.Lgs. n. 507/1993, si applica congiuntamente con l’ulteriore beneficio tariffario stabilito dall’art. 45, comma 5, dello stesso decreto n. 507/1993 (R.M. 22.6.1995, n. 173/E).

3. Soggetti attivi
La tassa è dovuta al comune o alla provincia dal titolare dell’atto di concessione o di autorizzazione o, in mancanza, dall’occupante di fatto, anche abusivo, in proporzione alla superficie effettivamente sottratta all’uso pubblico nell’ambito del rispettivo territorio.
Con il regolamento sono disciplinati i criteri di applicazione della tassa e le modalità per la richiesta, il rilascio e la revoca delle concessioni e delle autorizzazioni.
Quando i comuni e le province non provvedono alla determinazione delle tariffe entro il termine ordinario - salvo proroghe, cioè - al 31 dicembre, si applicano quelle già in vigore purché non inferiori alla misura minima fissata dalla legge; fatte salve le disposizioni relative agli esoneri dalla tassa di cui all’art. 3, c. 63, della legge n. 549/1995, le modifiche al regolamento ed alle tariffe non hanno effetto retroattivo (R.M. 16.3.1996, n. 43/E).

4. Classificazione territoriale
4.1. Classificazione dei comuni
La tariffa della tassa è differenziata secondo la dimensione demografica dei comuni, suddivisi in cinque classi come indicato a proposito dell’imposta sulla pubblicità, alla quale si rinvia.

4.2. Classificazione delle aree
La tariffa della tassa è graduata a seconda dell’importanza dell’area sulla quale insiste l’occupazione. Le strade e le altre aree pubbliche sono classificate in almeno due categorie. L’elenco di classificazione è deliberato dal comune, sentita la commissione edilizia, o dalla provincia, ed è pubblicato per 15 giorni nell’albo pretorio ed in altri luoghi pubblici.
È stato ritenuto che ai fini dell’applicazione della tassa, l’obbligo di deliberare la classificazione delle aree, sentita la commissione edilizia, e successivamente di pubblicare il relativo elenco nell’albo pretorio secondo la procedura stabilita dal D.Lgs. n. 507/1993, ha efficacia vincolante per i soli comuni privi di tale classificazione, ma non per quelli che vi abbiano in precedenza provveduto (Tar Lazio, sez. II, 7 marzo 1996, n. 462).

5. Occupazioni permanenti e temporanee
Le occupazioni di spazi ed aree pubbliche sono:
a) permanenti quando hanno carattere stabile e sono effettuate a seguito di atto di concessione avente durata non inferiore all’anno, sia che comportino o meno l’esistenza di manufatti o di impianti;
b) temporanee se effettuate per una durata inferiore all’anno.
Per le occupazioni che di fatto si protraggono per un periodo superiore a quello consentito originariamente, anche se uguale o superiore all’anno, si applica la tariffa dovuta per le occupazioni temporanee di carattere ordinario, aumentata del 20%.
In buona sostanza, l’occupazione deve essere considerata permanente se l’atto di concessione ha durata superiore all’anno ed è prevista l’utilizzazione continuativa dell’area da parte del concessionario per tutta la durata della concessione, mentre è temporanea l’occupazione priva di autorizzazione, quella autorizzata per una durata inferiore all’anno, e quella che, anche se superiore ai dodici mesi, preveda la sottrazione non continuativa dell’uso pubblico. Conseguentemente se l’atto di concessione limita l’occupazione ad alcuni giorni della settimana e/o alcune ore del giorno si deve sempre considerare la natura temporanea dell’occupazione (Cass. civ., sez. trib., 11 giugno-28 novembre 2003, n. 18250).

6. La tassazione delle occupazioni permanenti
Per le occupazioni permanenti la tassa è dovuta per anni solari, a ciascuno dei quali corrisponde un’obbligazione tributaria autonoma. Essa è commisurata alla superficie occupata e si applica sulla base delle seguenti misure di tariffa:

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Per le occupazioni di spazi soprastanti e sottostanti il suolo la tariffa può essere ridotta fino ad un terzo.
Per le occupazioni con tende, fisse o retrattili, aggettanti direttamente sul suolo pubblico la tariffa è ridotta al 30%.
Per i passi carrabili la tariffa è ridotta del 50%.

6.1. Occupazioni permanenti soggette a canone di concessione
Per le aree occupate permanentemente sulle quali comuni e province riscuotono canoni di concessione non ricognitori, gli enti predetti possono deliberare la riduzione fino al 10% della tassa (art. 3, c. 65, legge n. 549/1995; R.M. n. 127/E del 12.7.1996).

6.2. Occupazioni per i trasporti pubblici
La tassa per le occupazioni permanenti con autovetture adibite al servizio di trasporto pubblico nelle aree a ciò destinate, è commisurata alla superficie dei singoli posti assegnati. Con apposita deliberazione può essere stabilito l’esonero dalla tassa delle occupazioni predette (art. 3, c. 63, legge n. 549/1995). Il Ministero ha ritenuto (R.M. 8.6.2000, n. 85/E) che il tenore della disposizione esonerativa in esame consente la sua applicazione anche alle occupazioni realizzate da terzi concessionari per la realizzazione di parcheggi, in quanto il legislatore ha voluto estendere il predetto beneficio anche alle aree destinate alle vetture adibite a trasporto “privato”.
Sono altresì esenti le vetture destinate al servizio di trasporto pubblico di linea in concessione, per effetto di quanto dispone l’art. 49, c. 1, lett. c), nonché le vetture a trazione animale durante le soste o nei posteggi ad esse assegnati. Per quanto concerne le pensiline delle fermate dei mezzi di linea vedasi il successivo paragrafo.

6.3. Manufatti accessori ai fabbricati
I gradini o scale esterne destinati all’accesso a fabbricati di civile abitazione, realizzati su aree private contestualmente od anche successivamente alla costruzione, costituenti o meno corpo tecnico dei fabbricati stessi, non sono soggetti alla tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche, a nulla rilevando la circostanza che successivamente alla realizzazione dei manufatti si sia costituita sull’area medesima una servitù di pubblico passaggio. In tale ipotesi, infatti, la servitù deve intendersi sorta nel rispetto della situazione di diritto e di fatto preesistente.
Allo stesso modo le pensiline in muratura costruite al di sopra dei portoni d’ingresso degli edifici devono essere escluse dal campo applicativo del tributo qualora formino, strutturalmente, parte integrante dei fabbricati (R.M. 16 dicembre 1999, n. 34989).
Non risultano altresì soggette alla tassa le pensiline installate alle fermate dei mezzi di linea, in quanto la stessa pensilina non sottrae superficie al godimento della collettività, ma, anzi, agevola la fruizione del suolo pubblico proteggendo gli utenti del servizio di trasporto dagli agenti atmosferici (Cass. civ., sez. trib., 9 luglio 2004, n. 12714).
Diversamente, nel caso in cui gli elementi architettonici in questione siano stati realizzati, comunque, su suolo pubblico o su suolo privato già gravato da servitù di passaggio, la tassa in parola si rende applicabile, sussistendo il presupposto impositivo, ai sensi dell’art. 38, commi 1 e 3, del D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507 (R.M. n. 7/E del 10.1.1995).

7. Passi carrabili
7.1. Passi carrabili realizzati con apposite opere
Sono considerati passi carrabili i manufatti costituiti da listoni di pietra od altro materiale o da appositi intervalli lasciati nei marciapiedi o, comunque, da una modifica del piano stradale intesa a facilitare l’accesso dei veicoli alla proprietà privata (art. 44, c. 4, D.Lgs. n. 507/1993). Costituiscono presupposto per l’applicazione della tassa non solo la modifica del piano stradale ma anche gli appositi intervalli lasciati sui marciapiedi intesi a facilitare l’accesso dei veicoli alla proprietà privata, perché il dislivello o, comunque, l’interruzione del marciapiede in corrispondenza del passo carrabile identifica in modo visibile e permanente la porzione di area pubblica sottratta alla destinazione pedonale (Cass. civ., sez. trib., 15 novembre 2006, n. 4293).
Il divieto di sosta (segnalato con l’apposito segnale) vige negli spazi antistanti i passi carrabili che rientrino nelle definizioni di cui all’art. 44, quarto comma, del D.Lgs. n. 507/1993, fatto salvo quanto disposto per gli accessi privi di apposite opere di cui al successivo parag. 7.3.
L’art. 120 del regolamento al Codice della strada stabilisce che il segnale passo carrabile, di cui alla figura II-78, indica la zona per l’accesso dei veicoli alle proprietà laterali. Sulla parte alta è indicato l’ente proprietario della strada che rilascia l’autorizzazione ed in basso il numero e l’anno del rilascio. La mancata indicazione degli estremi predetti comporta l’inefficacia del divieto. Per le strade private aperte al pubblico transito l’autorizzazione è concessa dal comune.
La superficie tassabile dei passi carrabili di cui al presente paragrafo, si determina moltiplicando la larghezza del passo, misurata sulla fronte dell’edificio o del terreno al quale si dà accesso, per la profondità di un metro lineare “convenzionale”.

7.2. Passi carrabili costruiti da comuni e province
Per i passi carrabili costruiti direttamente dal comune o dalla provincia, la tassa va determinata con riferimento ad una superficie complessiva non superiore a mq. 9. L’eventuale superficie eccedente detto limite è calcolata in ragione del 10%.

7.3. Accessi privi di apposite opere
La tassa non è dovuta per i semplici accessi, carrabili o pedonali, quando siano posti a filo con il manto stradale e, in ogni caso, quando manchi un’opera visibile che renda concreta l’occupazione e certa la superficie sottratta all’uso pubblico.
I comuni e le province, su richiesta dei proprietari degli accessi e tenuto conto delle esigenze di viabilità, possono, rilasciando apposito cartello segnaletico, vietare la sosta sull’area antistante gli accessi medesimi. Il divieto di utilizzazione di detta area da parte della collettività non può comunque estendersi oltre la superficie di dieci metri quadrati e non consente alcuna opera né l’esercizio di particolari attività da parte del proprietario dell’accesso.
Nel caso di accesso a raso munito di divieto d’accesso per la collettività si realizza, dunque, una sottrazione di suolo pubblico che risulta assoggettata a tassa (Cass. civ., sez. trib., 4 dicembre 2003, n. 18557). La tassa va determinata con tariffa ordinaria, ridotta fino al 10%.
Pertanto il divieto di sosta sull’area antistante gli accessi privi di apposite opere vige a condizione che i proprietari abbiano richiesto l’occupazione del suolo pubblico corrispondente e posizionato l’apposito segnale fornito dal comune e dallo stesso numerato e contrassegnato.

7.4. Passi carrabili di accesso a distributori di carburanti
Per i passi carrabili di accesso ad impianti per la distribuzione dei carburanti, la tariffa può essere ridotta fino al 30%.

7.5. Affrancazione della tassa - Abolizione dei passi
La tassa relativa ai passi carrabili può essere definitivamente assolta mediante il versamento, in qualsiasi momento, di una somma pari a venti annualità del tributo. Ove i contribuenti non abbiano interesse ad utilizzare i passi carrabili, possono ottenerne l’abolizione con apposita domanda al comune o alla provincia. La messa in pristino dell’assetto stradale è effettuata a spese del richiedente.

7.6. Esonero dalla tassa
L’art. 3, comma 63, lett. a), della legge 28 dicembre 1995, n. 549, ha previsto, a decorrere dall’anno 1996, la facoltà per gli enti di esonerare da Tosap le occupazioni realizzate con passi carrabili. Per esercitare tale facoltà gli enti devono provvedere con apposita deliberazione alla quale può essere attribuita efficacia retroattiva fino all’anno 1999, per gli anni nei quali non sia stata applicata la tassa (art. 63-bis, legge 29 novembre 1997, n. 410). La legittimità e l’efficacia retroattiva della predetta deliberazione è subordinata alla non applicazione del tributo per gli anni precedenti: l’esonero non può essere deliberato qualora l’ente abbia provveduto anche ad una parziale riscossione della tassa per i passi carrabili nei precedenti periodi d’imposizione (R.M. 10 febbraio 1999, n. 19/E).
Nell’esercizio della propria potestà regolamentare l’ente può disciplinare l’ambito di operatività dell’esenzione prevista dal citato comma 63, stabilendo l’applicazione del beneficio solo per alcune tipologie di passi carrabili come, ad esempio, quelli ad uso agricolo (R.M. 4 luglio 2000, n. 101/E).

8. La tassazione delle occupazioni temporanee
Per le occupazioni temporanee la tassa è commisurata alla superficie occupata ed è graduata, nell’ambito della classificazione delle aree, in rapporto alla durata delle occupazioni medesime. I tempi di occupazione e le misure sono deliberati dal comune o dalla provincia in riferimento alle singole fattispecie di occupazione.
In merito alle procedure occorre tener presente quanto segue:
a) i contribuenti che realizzano occupazioni temporanee di suolo pubblico collegate ad una previa autorizzazione da parte dei comuni e delle province non hanno l’obbligo di presentare la denuncia. Tale obbligo, ai sensi dell’art. 50, comma 5, è assolto con la compilazione dell’apposito modulo di versamento e con il conseguente pagamento da effettuarsi non oltre il termine previsto per l’occupazione;
b) i contribuenti che realizzano occupazioni temporanee di suolo pubblico non connesse ad alcun previo atto delle singole amministrazioni locali (es.: sosta a tempo determinato in aree di parcheggio) devono corrispondere la tassa, contestualmente all’occupazione, all’incaricato dell’ente o al concessionario sulla base della misura di tariffa, rapportata al tempo di occupazione, risultante da apposito bollettario ovvero mediante apparecchi automatici (parchimetri) installati dal comune.

8.1. Misure della tariffa
La tassa si applica, in relazione alle ore di effettiva occupazione, in base alle seguenti misure giornaliere di tariffa:

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8.2. Riduzioni obbligatorie delle tariffe
Le tariffe stabilite dal comune e dalla provincia nell’ambito dei limiti minimo e massimo stabiliti dall’art. 45 della legge e di cui al precedente paragrafo sono obbligatoriamente ridotte per le occupazioni temporanee:
a) di durata non inferiore a 15 giorni: riduzione tra il 20 ed il 50% (c. 1), da definire con norma regolamentare. La riduzione è applicabile a tutte le occupazioni temporanee di suolo pubblico che risultino avere dall’atto di autorizzazione durata non inferiore a 15 giorni, a prescindere dalla continuità o meno delle stesse (R.M. n. 40/E del 25.2.1995);
b) di durata non inferiore ad 1 mese o che si verifichino con carattere ricorrente, riscosse mediante convenzione: riduzione del 50% (c. 8);
c) con tende e simili (quando non sono poste a copertura dei banchi nei mercati o, comunque, di aree pubbliche già occupate, la tassa è dovuta per la sola parte di esse eventualmente sporgente dai banchi o dalle aree occupate): riduzione al 30% per la superficie tassabile secondo il criterio indicato. Il testo del comma 3 sostituito dall’art. 3, comma 61, della legge n. 549/1995, stabilisce che gli enti possono deliberare di non assoggettare alla tassa le occupazioni effettuate con tende e simili, fisse o retrattili, non applicandosi in tal caso neppure la tariffa ridotta;
d) effettuate da venditori ambulanti, pubblici esercizi e da produttori agricoli che vendono direttamente i loro prodotti: riduzione del 50% (c. 5);
e) effettuate con l’installazione di attrazioni, giochi e divertimenti dello spettacolo viaggiante: riduzione dell’80% (c. 5). Tale riduzione è peraltro limitata alla superficie effettivamente sottratta all’uso pubblico ed occupata con dette installazioni ed ai fini organicamente funzionali alla gestione tecnico-amministrativa ed alla manutenzione degli stessi impianti, ma non all’area (seppur contigua) adibita a parcheggio (Cass. civ., sez. trib., 17 giugno-4 dicembre 2003, n. 18544);
f) del sottosuolo o soprassuolo stradale per le occupazioni di cui all’art. 46 della legge che eventualmente non siano comprese nella disciplina delle occupazioni temporanee stabilite dall’art. 47: riduzione del 50% (c. 5);
g) effettuate in occasioni di manifestazioni politiche, culturali o sportive: riduzione dell’80% (c. 7).

8.3. Riduzioni facoltative della tariffa
Le tariffe possono essere ridotte per le seguenti occupazioni temporanee, nei limiti per le stesse indicati come appresso dall’art. 45 del decreto:
a) occupazioni di spazi soprastanti e sottostanti il suolo (diverse da quelle di cui alla lett. f) del par. 8.2.): riduzione fino ad un terzo (c. 2, lett. c);
b) occupazioni effettuate per l’esercizio dell’attività edilizia: riduzione fino al 50% (c. 6-bis). La riduzione è applicabile, in ogni caso, alle occupazioni realizzate dalle imprese edili, potendosi definire l’attività esercitata dalle stesse di carattere ricorrente. Infatti, ai fini dell’individuazione del carattere ricorrente, occorre utilizzare non il criterio della frequenza di un’occupazione sulla medesima area del territorio comunale, ma quello oggettivo basato sulla natura dell’attività esercitata, destinata, come tale, a ripetersi con regolarità e sistematicità (R.M. n. 39/E del 25.2.1995).

8.4. Limiti minimi delle misure di tariffa
In ogni caso, come già precisato, le misure di tariffa per le occupazioni temporanee determinate per ore e fasce orarie non possono essere inferiori, qualunque sia la categoria di riferimento dell’occupazione ed indipendentemente da ogni riduzione, alle seguenti misure minime:
1) euro 0,13 al metro quadrato per giorno, per i comuni di classe I, II e III;
2) euro 0,08 al metro quadrato per giorno, per i comuni di classe IV e V, per le province e per le occupazioni poste in essere con installazioni di attrazioni, giochi e divertimenti dello spettacolo viaggiante, nonché per quelle realizzate in occasione di manifestazioni politiche, culturali o sportive, sul suolo di tutti i comuni e delle province.

8.5. Variazioni facoltative della tariffa
Per le occupazioni temporanee con autovetture di uso privato effettuate su aree a ciò destinate dal comune o dalla provincia può essere stabilito l’aumento o la diminuzione della tariffa fino al 30%.
Per le occupazioni effettuate in occasione di fiere e festeggiamenti, escluse quelle con installazioni dello spettacolo viaggiante, può essere disposta una maggiorazione non superiore al 50%.

8.6. Occupazioni soggette a canone di concessione
Per le aree occupate temporaneamente sulle quali i comuni e le province riscuotono canoni di concessione non ricognitori, gli enti predetti possono deliberare la riduzione fino al 10% della tassa, come previsto per la stessa situazione relativa alle occupazioni permanenti (art. 3, c. 65, legge n. 549/1995; R.M. 12.7.1996, n. 127/E).

8.7. Modalità applicative
8.7.1. Occupazioni non inferiori a 15 giorni - Continuità
L’agevolazione di cui all’art. 45, c. 1, del D.Lgs. n. 507/1993 e successive modificazioni, si rende applicabile a tutte le occupazioni temporanee di suolo pubblico che risultino avere dall’atto di autorizzazione durata non inferiore a 15 giorni, a prescindere dalla continuità o meno delle stesse. Quanto sopra discende dal fatto che è l’atto di autorizzazione, che costituisce il titolo posto a fondamento dell’occupazione, a prevedere nel suo contesto la modalità ed i tempi di realizzazione dell’occupazione (R.M. 25 febbraio 1995, n. 40/E).

8.7.2. Proroga dell’occupazione temporanea
L’eventuale prolungamento dell’occupazione temporanea di suolo pubblico oltre il periodo originariamente autorizzato (cosiddetta proroga), consegue ad una autorizzazione ex novo. Ne discende che, ai fini del calcolo della tassa e dell’eventuale applicazione delle percentuali di riduzione previste nei commi 1 e 8 dell’art. 45 del D.Lgs. n. 507/1993 e successive modificazioni, i periodi relativi a ciascuna autorizzazione non sono cumulabili tra loro e, quindi, la tassa sarà determinata sulla base della rispettiva durata (R.M. 25 febbraio 1995, n. 43/E).

8.7.3. Cumulabilità delle riduzioni - Occupazioni con addobbi e festoni
Le agevolazioni di cui all’art. 45, commi 1, 5 e 8, del D.Lgs. n. 507/1993 e successive modificazioni, ove ne ricorrano le condizioni di applicabilità, sono cumulabili nel senso che si calcolano in successione fra loro.
Per quanto riguarda le occupazioni realizzate con addobbi, festoni o luminarie, sono escluse dal tributo in quanto, pur potendosi individuare il presupposto nel fatto materiale dell’occupazione, non si riscontra, nella generalità dei casi, quella diretta correlazione tra utilizzazione di spazi ed aree pubbliche e beneficio economico ritraibile dagli stessi, che costituisce uno dei principi cardine dell’imposizione disciplinata dal D.Lgs. n. 507/1993.
Quanto sopra diversamente dalle occupazioni di soprassuolo realizzate con striscioni o festoni pubblicitari, per le quali, invece, deve ritenersi sussistente l’anzidetta correlazione (R.M. 2 marzo 1995, n. 46/E).

8.7.4. Occupazioni contestuali del suolo pubblico e del relativo soprassuolo
Le occupazioni del suolo pubblico e quelle del relativo soprassuolo rappresentano fattispecie distinte tra loro e, pertanto, anche nell’ipotesi in cui si verifichi la condizione della loro contestuale presenza per effetto di un unico o di diversi atti di concessione, sono soggette ciascuna ad imposizione con norme e tariffe proprie. Quanto sopra con la eccezione delle occupazioni temporanee del soprassuolo con tende, di cui all’art. 45, c. 3, del D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507 e successive modificazioni, applicabile in via interpretativa anche alla medesima tipologia di occupazioni previste in via permanente dall’art. 44, c. 2, dello stesso decreto.
In tale ipotesi, infatti, per espressa previsione normativa, la proiezione al suolo della tenda viene assorbita, salvo eventuali eccedenze, nella tassazione del suolo medesimo, qualora quest’ultimo risulti anch’esso occupato e, ovviamente, l’occupazione abbia la stessa natura (temporanea o permanente) della tenda soprastante (R.M. 22 novembre 1996, n. 254/E).

9. Casi particolari
9.1. Aree destinate a verde
La tassa è dovuta dal titolare della concessione in base alla superficie complessivamente sottratta all’uso pubblico, risultante dall’atto di concessione medesima.
Assume rilevanza ai fini dell’imposizione l’indisponibilità dell’area concessa da parte della collettività generalizzata per il vantaggio particolare del singolo. Ciò posto occorre verificare quale sia la superficie sottratta all’uso pubblico, a nulla rilevando la circostanza che la stessa abbia diversa utilizzazione non solo in conseguenza degli obblighi assunti dal concessionario ma anche in relazione alla sua attività.
Le parti destinate a “verde” non escludono l’uso particolare della superficie e, quindi, l’obbligo della tassazione, essendo, comunque, le stesse destinate al miglior utilizzo della concessione.
Ove la parte di superficie destinata a “verde” sia, di fatto, da considerare di diretto godimento della collettività, l’atto di concessione può essere modificato e, quindi, la tassazione può essere limitata alla sola area effettivamente utilizzata dal concessionario (R.M. 19 ottobre 1994, n. 4/2528).

9.2. Impianti sportivi
L’utilizzazione di impianti sportivi costituisce oggetto di concessione, disciplinata dalla relativa convenzione, e non è soggetta all’applicazione della Tosap (R.M. 10 gennaio 1995, n. 7/E; 7 dicembre 1995, n. 281/E).

9.3. Aree mercatali
Per ciò che concerne le occupazioni di suolo pubblico effettuate da esercenti il commercio su aree pubbliche negli spazi mercatali, è stato precisato quanto segue:
a) l’agevolazione prevista dall’art. 45, comma 1, è applicabile a tutte le occupazioni che dall’atto di autorizzazione risultino avere una durata non inferiore a 15 giorni, a prescindere dalla circostanza che le stesse abbiano o meno carattere continuativo, essendo l’atto di autorizzazione quello che stabilisce la durata dell’occupazione (R.M. 10 aprile 1995, n. 92/E);
b) alle occupazioni di suolo pubblico effettuate dai venditori ambulanti nei mercati settimanali sono applicabili, ove ne ricorrano le condizioni, le agevolazioni di cui all’art. 45, commi 1, 5 e 8, del D.Lgs. n. 507 e successive modificazioni, le quali sono cumulabili nel senso che si calcolano in successione tra loro. Le occupazioni suddette, per la loro natura, hanno carattere ricorrente (R.M. 20 marzo 1995, n. 73/E);
c) l’occupazione delle strutture fisse con le quali il comune ha dotato l’area mercatale (stand e simili) deve essere disciplinata nell’atto di concessione con la definizione del relativo canone per le strutture delle quali viene accordato l’uso e con la precisazione della tassa dovuta per l’area sulla quale tali strutture insistono (R.M. 29 ottobre 1994, n. 4/Q/512);
d) la tassa è dovuta per le occupazioni di spazi ed aree pubbliche di qualsiasi natura nei mercati pubblici ove gli stessi siano tenuti su suoli normalmente inclusi nel complesso della viabilità comunale, ed occasionalmente destinati dall’ente locale allo svolgimento di attività di vendita al pubblico. L’applicazione della tassa è esclusa qualora i medesimi mercati abbiano luogo in edifici appositamente realizzati o comunque utilizzati dal comune per ospitarli, per i quali l’ente può invece prevedere l’imposizione di pagamenti aventi funzioni corrispettive (Cass. civ., sez. I, 14 gennaio 1998, n. 253; sez. trib., 16 dicembre 2003, n. 19254, e 2 marzo 2004, n. 4221).

9.4. Lavori per conto di enti pubblici territoriali
L’occupazione di suolo pubblico comunale da parte dell’impresa che esegue in appalto lavori per conto del comune non è assoggettabile alla tassa per l’occupazione limitatamente al tempo ed allo spazio strettamente necessario per il compimento di tali lavori, senza che ciò costituisca ampliamento delle esenzioni tassativamente previste dalla legge, trattandosi non di un caso di esenzione, ma di difetto dei presupposti per l’imposizione (Cass. civ., sez. I, 16 dicembre 1993, n. 12432; Cass. civ., sez. I, 9 novembre 1995, n. 11665; Cass. civ., sez. I, 24 marzo 1999, n. 2782).
Tuttavia la Corte di Cassazione (sez. trib. 9 febbraio-30 maggio 2000, n. 7197) ha poi ritenuto che beneficiano dell’esenzione dalla tassa tutte le occupazioni effettuate direttamente dallo Stato e dagli altri enti pubblici territoriali, nonché dagli esecutori di opere pubbliche appaltate dalle medesime amministrazioni.

9.5. Cartelli, cartelloni e mezzi pubblicitari
Ai fini dell’applicazione della tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche su cartelloni o su cartelli pubblicitari, la superficie del suolo occupata va calcolata sulla proiezione del maggior perimetro del corpo sospeso nello spazio aereo, proiezione che determina la quantità di terreno occupata sulla base dell’unità di misura del metro quadrato. La tassa in questione, infatti, non colpisce la maggiore o minore superficie del cartellone in funzione della destinazione di esso (a ciò provvede l’imposta sulla pubblicità), ma colpisce l’occupazione del suolo proporzionata al perimetro della facciata (o dell’eventuale somma delle facce data l’inclinazione del tabellone) prospiciente la superficie terrestre ed in proporzione ad essa (Cass. civ., sez. I, 3 maggio-9 ottobre 1996, n. 8827).
Nel caso di occupazioni effettuate con impianti pubblicitari (poster e stendardi), per individuare la superficie effettivamente sottratta all’uso pubblico occorre procedere, ai sensi del combinato disposto degli artt. 38 e 39 del D.Lgs. n. 507 del 1993, al computo separato dell’occupazione al suolo realizzata con i paletti di sostegno dell’impianto, e di quella effettuata con la rimanente parte del manufatto che, in quanto soprastante, deve essere calcolata secondo la proiezione ortogonale al suolo del maggior perimetro del corpo sospeso nello spazio aereo (R.M. 8.6.2000, n. 84/E); tale soluzione era stata peraltro avallata anche dalla Corte di Cassazione (sez. I civ., sentenza n. 5984 del 13 ottobre 1986).
Nel caso di occupazione permanente realizzata con impianto pubblicitario accostato ad una parete, od altro manufatto, la tassa deve essere determinata in base alla porzione di area pubblica sulla quale insiste la medesima occupazione, direttamente rilevabile dal provvedimento di concessione, con esclusione, dunque, dello spazio compreso fra lo stesso impianto e la parete cui è addossato (R.M. 9.8.2000, n. 86/E).
È altresì legittima l’applicazione della tassa per l’occupazione di suolo pubblico realizzata effettuando pubblicità su supporti installati od appartenenti al comune (Tar Puglia, sez. II, 8 gennaio 2003, n. 19).

9.6. Feste popolari e politiche
L’applicazione della tassa per le occupazioni realizzate in occasione di manifestazioni popolari o politiche dipende - come, del resto, per ogni altra fattispecie impositiva - dagli elementi risultanti dal titolo che legittima l’occupazione medesima, e cioè dall’atto amministrativo rilasciato dall’ente locale cui appartengono le aree e gli spazi interessati. è stato quindi precisato (R.M. 21 gennaio 1997, n. 4/E e 16 aprile 1997, n. 64/E) quanto segue:
1) è soggetta a tassazione tutta l’area oggetto della concessione (non solo quella effettivamente occupata dalle attrezzature) per l’intero periodo previsto dal relativo provvedimento, comprendente sia la fase di allestimento che quella di sgombero delle attrezzature;
2) è possibile tassare l’occupazione in modo diversificato - tenendo cioè conto che l’allestimento comporta l’utilizzazione dell’intera area, mentre lo svolgimento della manifestazione è limitato soltanto alla parte comprendente le strutture (tende, tendoni, stand od altro) - solo se nell’atto amministrativo l’occupazione risulta articolata nelle sue diverse fasi in modo sufficientemente analitico;
3) sono estranei alla tassazione le aree e gli spazi attigui a quelli occupati - così come si può evincere dal provvedimento - che, non essendo concessi in uso in quanto non compresi nella richiesta del soggetto organizzatore, rimangono nella disponibilità dell’intera collettività.

9.7. Area destinata a parcheggio pubblico
L’area pubblica posta dall’ente locale a disposizione del concessionario per essere destinata a parcheggio accessibile al pubblico (con pagamento di tariffe stabilite nell’atto di concessione), anche se con libero parcheggio ai mezzi dello stesso ente, risulta comunque destinata ad una utilizzazione eccezionale e particolare che legittima l’applicazione della Tosap. Infatti la predeterminazione delle tariffe di parcheggio e gli oneri gravanti sul concessionario non valgono ad escludere lo specifico vantaggio di quest’ultimo, che esercita, con la gestione del parcheggio, un’attività d’impresa alla quale è connesso il fine lucrativo (Cass. civ., sez. trib., 17 giugno-4 dicembre 2003, n. 18550): la Corte di Cassazione, tenuto conto che:
a) il possesso di un’area pubblica destinata a parcheggio dall’ente locale proprietario costituisce il presupposto necessario per l’esercizio sul suolo dell’attività corrispondente alla sua destinazione da parte del soggetto che ne ha avuto la concessione;
b) le disposizioni contenute nell’atto concessorio e nell’eventuale disciplinare stipulato dalle parti (che ne disciplinano in concreto l’utilizzo) si configurano come modalità di svolgimento dell’attività e non come limiti all’utilizzo;
ha escluso che per l’attività di parcheggio pubblico, da svolgersi (su area appartenente ad un ente locale) secondo tariffe predeterminate da parte della stessa amministrazione locale, siano rinvenibili gli elementi per concedere l’esenzione dalla Tosap. La Corte ha rilevato come l’area sia pur sempre destinata ad un’utilizzazione eccezionale e particolare che legittima l’applicazione della tassa ai sensi degli artt. 38 e 39 del D.Lgs. n. 507/1993, e secondo il regime tariffario dettato per le occupazioni temporanee e permanenti, poiché la predeterminazione delle tariffe di parcheggio e gli oneri gravanti sul concessionario non valgono ad escludere lo specifico vantaggio di quest’ultimo che, d’altra parte, esercita una tipica attività d’impresa alla quale è naturalmente connesso il fine di lucro, per cui ne deve pur ritrarre un beneficio economico.
Più recentemente la Commissione regionale di Roma (sez. XXXVI, 19 ottobre 2005, n. 99, depositata il 14 dicembre 2005), sul rinvio alla stessa effettuato dalla Corte di Cassazione (sentenza n. 5816/2004) che aveva cassato una pronuncia di altra sezione della medesima Commissione, si è invece occupata di una diversa fattispecie inerente il servizio di parcheggio custodito esercitato in proprio dal comune attraverso l’organizzazione di mezzi e personale apprestati da un soggetto privato. In tal caso si trattava, più specificatamente, di un appalto di servizi dietro compenso espressamente pattuito riconosciuto dall’ente all’appaltatore “in rapporto all’ammontare degli introiti dal comune conseguiti con la riscossione dei corrispettivi complessivamente pagati dai singoli utenti, incassati dal... soggetto privato... per conto del comune, ed al comune stesso interamente riversati”.
In questo caso è stato evidenziato come l’appaltatore non abbia utilizzato in proprio ed a suo esclusivo vantaggio le aree comunali destinate a parcheggio custodito, e più in particolare che “l’oggetto della concessione stipulata con il comune, pur qualificata come concessione di aree pubbliche in suo favore, attiene, invece, (...), esclusivamente ad un appalto di servizi relativi alla conduzione di parcheggi pubblici gestiti in proprio dal comune”.

9.8. Le occupazioni realizzate dalle cd. “vele” - il rapporto con l’imposta sulla pubblicità
La Cassazione civile ha più volte affermato (da ultimo sez. V, 8 gennaio 2010, n. 105) che gli impianti pubblicitari sono soggetti a imposta di pubblicità e non alla tassa di occupazione del suolo pubblico, poiché gli impianti pubblicitari o per pubbliche affissioni occupano necessariamente una parte di suolo pubblico.
Ciò posto, occorre considerare che la Corte (Cass. civ., sez. V, 22 gennaio 2007, n. 130) ha ritenuto che gli impianti pubblicitari sono soggetti a imposta di pubblicità e non alla tassa di occupazione del suolo pubblico, in quanto gli impianti “occupano necessariamente una parte di suolo pubblico”, ovvero “presuppongono di necessità che si occupi anche una parte di suolo pubblico” (Cass. civ., sez. V, 1° settembre 2004, n. 17614).
È quindi da tenere presente la differente connotazione dell’occupazione effettuata da un impianto pubblicitario fisso, da quella costituita da veicoli in genere, ovvero dalle cd. “vele” o rimorchi molto utilizzati nella pratica: il primo deve necessariamente essere installato stabilmente al suolo, per cui la sua stessa esistenza origina un’occupazione di suolo in via permanente - da qui l’esclusione da tassa riconosciuta dalla Suprema Corte - mentre la seconda tipologia può certamente esplicare la sua funzione (la diffusione del messaggio pubblicitario) senza necessariamente determinare un’occupazione di suolo pubblico rilevante ai fini dell’applicazione della Tosap (come, ad es., circolando liberamente).
Si ritiene, cioè, che il predetto principio non risulti estensibile alla pubblicità visiva effettuata per conto proprio od altrui all’interno od all’esterno di veicoli in genere, ivi comprese le cd. “vele” ed i rimorchi pubblicitari spesso utilizzati nella pratica quotidiana, ai quali dunque può tornare applicabile la Tosap ove ne sussistano i presupposti.

10. Occupazioni del sottosuolo e del soprassuolo
10.1. Servizi pubblici a rete
Alle occupazioni permanenti realizzate con cavi, condutture e con qualsiasi altro manufatto da aziende di erogazione di pubblici servizi, e da quelle esercenti attività agli stessi strumentali, si applica, la Tosap (ovvero il Cosap) con gli stessi criteri previsti per la determinazione forfetaria del canone ex art. 63 del decreto n. 446/1997, dovendo pertanto ritenersi estensibili alla Tosap le medesime disposizioni applicative di quest’ultimo.
La circolare 20 gennaio 2009, n. 1/DF, del Ministero dell’economia e delle finanze, ha fornito indicazioni e precisazioni di particolare utilità per l’applicazione del tributo/canone a questa fattispecie di occupazione.
Per le occupazioni permanenti è stato dunque precisato quanto segue:
- nell’applicazione della Tosap o del Cosap si applicano gli stessi criteri previsti per la determinazione forfettaria del canone (euro 0,775, od euro 0,645 per utenza, rispettivamente nei comuni fino a 20 mila abitanti ed oltre, per il numero complessivo delle utenze relative a ciascuna azienda di erogazione del pubblico servizio come risulta al 31 dicembre dell’anno precedente). “Tale sistema preclude, quindi, agli enti locali la facoltà di determinare la tariffa della tassa o del canone secondo altri criteri o di aumentarla oltre il limite massimo espressamente stabilito dalla norma. L’unica eccezione è costituita dalla rivalutazione della tariffa che deve essere effettuata annualmente in base all’indice ISTAT e che deve essere calcolata ed applicata direttamente dai soggetti che effettuano le occupazioni in discorso, senza necessità di una preventiva comunicazione o provvedimento da parte degli enti locali. Per quanto riguarda gli ulteriori criteri di imposizione, si deve aggiungere che la misura della tassa o del canone, a norma del comma 3, dell’art. 63, del D.Lgs. n. 446/1997, può essere maggiorata “di eventuali effettivi e comprovati oneri di manutenzione in concreto derivanti dall’occupazione del suolo e del sottosuolo, che non siano, a qualsiasi titolo, già posti a carico delle aziende che eseguono i lavori”;
- dalla misura della tassa o del canone va detratto l’importo di altri canoni previsti da disposizioni di legge, riscossi dal comune e dalla provincia per la medesima occupazione, fatti salvi quelli connessi a prestazioni di servizi. La circolare precisa che “tale norma risponde all’esigenza di evitare una duplicazione di oneri connessi alla stessa occupazione. Tra detti oneri deve essere sicuramente annoverato il canone previsto dai commi 7 e 8, dell’art. 27 del D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285, recante le disposizioni sul codice della strada, che disciplinano le formalità per ottenere il rilascio delle autorizzazioni e delle concessioni richieste per le occupazioni che interessano strade non statali, prevedendo il pagamento di una somma che, come affermato da costante giurisprudenza (cfr. ex multis: Corte di Cassazione, sez. V, sentenze 27 ottobre 2006, n. 23244 e 31 luglio 2007, n. 16914), deve essere corrisposta anche nel caso in cui per la stessa occupazione viene pagata la Tosap o il Cosap. Pertanto, la lettura coordinata delle norme innanzi richiamate comporta che, ferma restando la debenza del canone del codice della strada per l’intero ammontare, è solo dall’importo dovuto a titolo di Tosap (ovvero di Cosap) che va detratto quello del canone del codice della strada”;
- per i servizi nei quali l’attività di distribuzione è distinta da quella di vendita (gas ex D.Lgs. n. 164/2000, ed energia elettrica ex D.L. n. 73/2007) il pagamento dell’entrata deve essere effettuato dal gestore della rete di distribuzione, tenuto conto del numero di utenze attivate dai soggetti che svolgono l’attività di vendita. Il gestore della rete di distribuzione deve quindi comunicare all’ente locale il numero complessivo delle utenze attivate dalle varie società che svolgono l’attività di vendita. “Tra le società esercenti attività strumentali all’erogazione di servizi pubblici rientrano anche le aziende che, pur ponendo in essere occupazioni con cavi e condutture, tuttavia non raggiungono con tali strutture i singoli utenti, in quanto trasportano i beni ed i servizi da erogare solo per un tratto limitato, al termine del quale subentra un altro vettore di diversa natura (come, ad esempio, l’etere). Tali aziende devono perciò corrispondere l’importo minimo di € 516,46”;
- nel caso di applicazione della Tosap permane la possibilità per gli enti di applicare quanto previsto dall’art. 47, c. 6, del D.Lgs. n. 507/1003, per il quale “i comuni e le province che provvedono alla costruzione di gallerie sotterranee per il passaggio delle condutture, dei cavi e degli impianti, hanno diritto di imporre, oltre la tassa di cui al comma 1, un contributo una volta tanto nelle spese di costruzione delle gallerie, che non può superare complessivamente, nel massimo, il 50 per cento delle spese medesime”. Tale disposizione è richiamata espressamente anche ai fini Cosap dall’art. 93 del Codice delle comunicazioni elettroniche.
Per le occupazioni temporanee è stato invece precisato quanto segue:
- l’art. 47, c. 5, del decreto n. 503/1993, stabilisce che la Tosap per le occupazioni aventi carattere temporaneo realizzate con cavi e condutture, è applicata dai comuni e dalle province in misura forfetaria con specifiche tariffe deliberate dall’ente locale sulla base di quelle stabilite dalla norma in esame;
- per il Cosap, invece, le occupazioni temporanee non sono oggetto di una disciplina di dettaglio. Gli unici parametri di riferimento per la previsione delle tariffe sono quelli recati dall’art. 63, c. 2, del decreto n. 446/1997, che fissa in generale le regole per l’esercizio della potestà regolamentare in tema di Cosap, espressamente richiamate dalla circolare.
Il secondo comma dell’art. 46 del D.Lgs. n. 507/1993, prevede, infine, che:
1) il comune e la provincia hanno sempre facoltà di trasferire in altra sede, a proprie spese, le condutture, i cavi e gli impianti;
2) quando il trasferimento viene disposto per l’immissione delle condutture, dei cavi e degli impianti in cunicoli in muratura sotto i marciapiedi, ovvero in collettori, oppure in gallerie appositamente costruite, la spesa relativa è a carico degli utenti.
L’art. 10 del D.Lgs. 4 settembre 2002, n. 198, ha stabilito l’obbligo - per gli operatori di telecomunicazioni - di tenere indenne l’ente locale, ovvero l’ente proprietario, delle spese necessarie per le opere di sistemazione delle aree pubbliche coinvolte dagli interventi di installazione e manutenzione dei relativi impianti, e di ripristinare il loro stato, a regola d’arte, nei tempi stabiliti dall’ente locale. Fatta salva l’applicazione delle tasse ovvero del contributo una tantum per spese di costruzione delle gallerie di cui all’art. 47, c. 4, del D.Lgs. n. 507/1993, nessun altro onere finanziario o reale può essere imposto ai predetti operatori.

10.2. Seggiovie e funivie
Per le occupazioni con seggiovie e funivie, la tassa annuale è dovuta:
- fino ad un massimo di 5 km lineari entro i limiti minimo di euro 51,16 e massimo di euro 103,29;
- per ogni Km o frazione, superiore a 5 Km, è dovuta una maggiorazione compresa fra un minimo di euro 10,33 ed un massimo di euro 20,66.
I comuni e le province che provvedono alla costruzione di gallerie sotterranee per il passaggio delle condutture, dei cavi e degli impianti, hanno diritto di imporre, oltre alla tassa, un contributo una tantum per le spese di costruzione delle gallerie, che non può superare complessivamente, al massimo, il 50% delle spese medesime.

10.3. Occupazioni temporanee del sottosuolo e soprassuolo
Per le occupazioni previste dall’art. 47 e di cui al precedente paragrafo, aventi carattere temporaneo, la tassa, in deroga a quanto disposto dall’art. 45, è determinata ed applicata dai comuni e dalle province forfetariamente, sulla base delle seguenti misure:


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La tassa è aumentata del 50% per le occupazioni superiori al chilometro lineare. Per le occupazioni di durata superiore a 30 giorni, la tassa va maggiorata nelle seguenti misure percentuali:
1) occupazioni di durata non superiore a 90 giorni: 30%;
2) occupazioni di durata superiore a 90 e fino a 180 giorni: 50%;
3) occupazioni di durata maggiore: 100%.

11. Distributori di carburante
Per l’impianto e l’esercizio di distributori di carburante e dei relativi serbatoi sotterranei e la conseguente occupazione del suolo e del sottosuolo comunale è dovuta una tassa annuale in base ai seguenti limiti minimi e massimi:

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Per l’occupazione del suolo e sottosuolo provinciale la tassa annuale va determinata nei seguenti limiti:
- tariffa minima euro 5,16 - massima euro 7,75.
La tassa va applicata ai distributori di carburanti muniti di un solo serbatoio sotterraneo di capacità non superiore a 3.000 litri. Se il serbatoio è di maggiore capacità, la tariffa va aumentata di un quinto per ogni 1000 litri o frazione di 1000 litri; è ammessa la tolleranza del 5% sulla misura della capacità.
Per i distributori di carburanti muniti di due o più serbatoi sotterranei di differente capacità, raccordati tra loro, la tassa nella misura stabilita dalla presente tariffa viene applicata con riferimento al serbatoio di minore capacità, maggiorata di un quinto per ogni 1000 litri o frazione di 1000 litri degli altri serbatoi.
Per i distributori di carburanti muniti di due o più serbatoi autonomi, la tassa si applica autonomamente per ciascuno di essi.
La tassa di cui alla presente tariffa è dovuta esclusivamente, per l’occupazione del suolo e del sottosuolo comunale e provinciale effettuata con le sole colonnine montanti di distribuzione dei carburanti, dell’acqua e dell’aria compressa ed i relativi serbatoi sotterranei, nonché per l’occupazione del suolo con un chiosco che insiste su di una superficie non superiore a quattro metri quadrati. Tutti gli ulteriori spazi ed aree pubbliche eventualmente occupati con impianti o apparecchiature ausiliarie, funzionali o decorative, ivi compresi le tettoie, i chioschi e simili per le occupazioni eccedenti la superficie di quattro metri quadrati comunque utilizzati, sono soggetti alla tassa per le occupazioni permanenti, ove per convenzione non siano dovuti diritti maggiori. Ne consegue che per tutte le aree del distributore occupate con apparecchiature ausiliare, funzionali o decorative deve essere applicata la tassazione ordinaria di cui all’art. 44 del decreto n. 507/1993 (cfr. Cass. civ., sez. trib., 1° ottobre 2004, n. 19690, e 22 luglio 2009, n. 17074).
In tal senso è stato inoltre ritenuto (Cass. civ., sez. trib., 14 novembre 2003, n. 17245) che per le aree del distributore lasciate libere dalle occupazione tipizzate di cui sopra, e soggette alla tassa nelle misure forfettarie già indicate, ma pur sempre interdette al libero accesso (ad esempio mediante catenelle), deve essere applicata la tassazione ordinaria.

12. Distributori automatici di tabacchi
Per l’impianto e l’esercizio di apparecchi automatici per la distribuzione dei tabacchi e la conseguente occupazione del suolo o soprassuolo comunale è dovuta una tassa annuale nei seguenti limiti:

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13. Esenzioni
13.1. Esenzioni stabilite dalla legge
Sono esenti dalla tassa:
a) le occupazioni effettuate dallo Stato, dalle regioni, province, comuni e loro consorzi, da enti religiosi per l’esercizio di culti ammessi nello Stato, da enti pubblici che perseguono finalità specifiche di assistenza, previdenza, sanità, educazione, cultura e ricerca scientifica (di cui all’art. 73, c. 1, lett. c, del T.U. n. 917/1986);
b) le tabelle indicative delle stazioni e fermate e degli orari dei servizi pubblici di trasporto e le tabelle che interessano la circolazione stradale, purché non contengano indicazioni di pubblicità, gli orologi funzionanti per pubblica utilità, sebbene di privata pertinenza, e le aste delle bandiere;
c) le occupazioni da parte delle vetture destinate ai servizi pubblici di trasporto di linea in concessione nonché di vetture a trazione animale durante le soste o nei posteggi ad esse assegnati;
d) le occupazioni occasionali di durata non superiore a quella che sia stabilita nei regolamenti di polizia locale e le occupazioni determinate dalla sosta dei veicoli per il tempo necessario al carico ed allo scarico delle merci;
e) le occupazioni con impianti adibiti ai servizi pubblici nei casi in cui ne sia prevista, all’atto della concessione o successivamente, la devoluzione gratuita al comune o alla provincia al termine della concessione medesima. L’esonero dalla tassa è dovuto anche quando la devoluzione riguarda soltanto una parte degli impianti: in tal caso l’esenzione è accordata in misura direttamente proporzionale all’entità degli impianti oggetto di devoluzione rispetto all’intera rete (R.M. 20 febbraio 2002, n. 4/DPF). È stato ritenuto che l’esenzione dal pagamento della tassa prevista per tali occupazioni non è applicabile a tutte le concessioni di servizi con devoluzione degli impianti all’ente territoriale, ma soltanto a quelle obiettivamente imputabili ad un servizio essenziale per la collettività, per le quali emerga la coincidenza fra l’interesse dell’amministrazione locale e quello del concessionario (nella fattispecie in esame è stata esclusa l’applicazione dell’esenzione dalla tassa relativamente ad un parcheggio sotterraneo costruito e gestito da imprese private - Tar Lazio, sez. II, 7 marzo 1996, n. 463);
f) le occupazioni di aree cimiteriali;
g) gli accessi carrabili destinati ai soggetti portatori di handicap;
h) le occupazioni effettuate da coloro che promuovono manifestazioni o iniziative a carattere politico, purché l’area occupata non ecceda i 10 mq. (art. 3, c. 67, legge n. 549/1995).

13.2. Esenzioni facoltative
I comuni e le province, anche in deroga agli artt. 44 e seguenti del D.Lgs. n. 507/1993, possono con apposite deliberazioni:
a) stabilire la non applicazione della tassa sui passi carrabili;
b) esonerare dalla tassa le occupazioni permanenti con autovetture adibite a trasporto pubblico o privato nelle aree pubbliche a ciò destinate o commisurare la tassa alla superficie dei singoli posti assegnati;
c) esonerare dalla tassa le occupazioni permanenti e temporanee del sottosuolo con condutture idriche necessarie per l’attività agricola nei comuni classificati montani;
d) attribuire alle deliberazioni di cui alle precedenti lettere anche effetto retroattivo per gli anni nei quali non abbiano applicato la rispettiva tassa (art. 3, c. 63, legge n. 549/1995);
e) non assoggettare alla tassa le occupazioni con tende o simili, fisse o retrattili, disciplinate in via ordinaria dal terzo comma dell’art. 45 del decreto n. 507/1993;
f) i comuni possono inoltre prevedere la riduzione, fino all’esenzione, della tassa dovuta per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche per l’esecuzione di interventi di recupero del patrimonio edilizio ex art. 1, legge n. 449/1997 (art. 2, c. 15, legge n. 350/2003).

14. Denuncia e versamento della tassa
14.1. Nuove occupazioni permanenti
Per le occupazioni permanenti di suolo pubblico, i soggetti tenuti devono presentare al comune o alla provincia denuncia entro 30 giorni dal rilascio dell’atto di concessione e, comunque, non oltre il 31 dicembre dell’anno di rilascio della concessione medesima.
La denuncia è effettuata sugli appositi modelli predisposti dal comune o dalla provincia e dagli stessi messi a disposizione degli utenti presso gli uffici preposti al servizio.
La denuncia contiene i dati identificativi del contribuente, incluso il codice fiscale e/o la partita Iva, gli estremi dell’atto di concessione, la superficie occupata e la categoria dell’area ove la stessa è ubicata, la tariffa e l’importo dovuto. Nello stesso termine è effettuato il pagamento della tassa dovuta per l’intero anno di rilascio della concessione, allegando l’attestato alla denuncia nella quale sono trascritti gli estremi.
È stato correttamente ritenuto (Cass. civ., sez. V, 23 giugno 2005, n. 13497) che qualora vi sia una variazione nel soggetto passivo per effetto del trasferimento di proprietà dell’area occupata, l’originario subentrante debba comunque dichiarare tale mutamento.

14.2. Occupazioni permanenti esistenti e già tassate
L’obbligo della denuncia non sussiste per gli anni successivi a quello di prima applicazione della tassa, sempreché non si verifichino variazioni nell’occupazione che determinino un maggiore ammontare del tributo.
In mancanza di variazioni delle occupazioni il pagamento della tassa deve essere effettuato nel mese di gennaio.

14.3. Occupazioni permanenti di sottosuolo e soprassuolo
Per le occupazioni permanenti di sottosuolo e soprassuolo il pagamento della tassa è effettuato nel mese di gennaio di ciascun anno. Per le variazioni in aumento intervenute nel corso dell’anno la denuncia, anche cumulativa ed il pagamento della tassa possono essere effettuati entro il 30 giugno dell’anno successivo.

14.4. Modalità di pagamento
Il pagamento della tassa deve essere effettuato mediante versamento a mezzo conto corrente postale intestato al comune o alla provincia, ovvero direttamente presso le tesorerie comunali, e in caso di affidamento in concessione, al concessionario anche mediante c/c postale, entro il mese di gennaio di ogni anno (art. 50, c. 4).
Con l’art. 10 del D.L. 31.1.1995, n. 26, convertito dalla legge 29 marzo 1995, n. 95, l’art. 50 del D.Lgs. n. 507 è stato integrato con il seguente nuovo comma:
«5-bis. La tassa, se d’importo superiore a lire 500 mila (ora euro 258,23), può essere corrisposta in quattro rate, senza interessi, di uguale importo, aventi scadenza nei mesi di gennaio, aprile, luglio ed ottobre dell’anno di riferimento del tributo. Per le occupazioni realizzate nel corso dell’anno, la rateizzazione può essere effettuata alle predette scadenze ancora utili alla data di inizio delle occupazioni stesse; qualora l’occupazione abbia inizio successivamente al 31 luglio, la rateizzazione può essere effettuata in due rate di uguale importo aventi scadenza, rispettivamente, nel mese di inizio dell’occupazione e nel mese di dicembre dello stesso anno ovvero, se l’occupazione cessa anteriormente al 31 dicembre, alla data della cessazione medesima. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano anche in caso di riscossione mediante convenzione ai sensi dell’art. 45, comma 8».
Il Ministero delle finanze, con risoluzione n. 105/E del 22 aprile 1995, ha precisato che i contribuenti titolari di distinti atti di autorizzazione e insistenti su aree diverse, devono effettuare il pagamento della tassa utilizzando un distinto modulo per ogni atto di autorizzazione o di concessione a cui è connesso l’onere tributario. Il modello di versamento su c/c postale è stato approvato con D.M. 4 dicembre 2001 (in s.o. n. 272 alla G.U. 18 dicembre 2001, n. 293). Naturalmente l’ente anche in questo caso può stabilire differenti termini e modalità di pagamento nell’esercizio della propria potestà regolamentare.

14.5. Occupazioni temporanee
Per le occupazioni temporanee l’obbligo della denuncia è assolto con il pagamento della tassa, da effettuarsi con il modulo di c/c postale, non oltre il termine previsto per l’occupazione. Quando la stessa non è connessa ad un previo atto dell’amministrazione, il pagamento della tassa può essere effettuato mediante versamento diretto all’ufficio dell’ente.

15. Sanzioni per violazioni alle norme tributarie ed amministrative
15.1. Sanzioni amministrative pecuniarie
Le sanzioni amministrative previste per le violazioni alla normativa in materia di Tosap sono applicate conformemente alla disciplina generale di cui al D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472, e successive modifiche.
Nella tabella seguente sono indicate le sanzioni stabilite dall’art. 53 del D.Lgs. n. 507/1993, come modificato dall’art. 13, c. 13, del D.L. n. 201/2011.
Le sanzioni indicate per le predette violazioni sono ridotte ad un terzo se entro il termine per ricorrere alle Commissioni tributarie interviene adesione del contribuente con il pagamento della tassa, se dovuta, e della sanzione stessa.

T.O.S.A.P. - Tassa Occupazione Spazi ed Aree Pubbliche
(art. 53, D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507)

VIOLAZIONESANZIONE
Omesso versamento della tassa30% della tassa non versata (art. 13, commi 1 e 2, del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471)
Tardivo versamento della tassa30% della tassa tardivamente versata, ridotta:
Omessa presentazione della denunciaDal 100% al 200% della tassa dovuta, importo minimo euro 51 (c. 1)
Tardiva presentazione della denuncia10% se presentata entro 90 giorni (art. 13, c. 1, lett. c), D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472)
Denuncia infedeleDal 50% al 100% della maggiore tassa dovuta (c. 2), ridotta al 6,25% se regolarizzata entro i termini di cui all’art. 13, c. 1, lett. b), D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472


15.2. Sanzioni non pecuniarie
L’art. 6 della legge 25 marzo 1997, n. 77, ha stabilito che in caso di recidiva nell’utilizzazione di mezzi pubblicitari e nell’occupazione di suolo pubblico in violazione delle norme di legge e del regolamento comunale, l’autorità che ha rilasciato l’autorizzazione per l’esercizio dell’attività di vendita in sede fissa e su area pubblica di cui al D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 114, nonché per l’esercizio dell’attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande di cui alla legge 25 agosto 1991, n. 287, dispone, previa diffida, la sospensione dell’attività per un periodo non superiore a tre giorni.

15.3. Rimozione di opere e manufatti senza autorizzazione
Il comma 62 dell’art. 17 della legge 15 maggio 1997, n. 127, aggiungendo il comma 4-bis dell’art. 53 del D.Lgs. n. 507/1993, ha stabilito che il comune può demolire e rimuovere, d’ufficio, con spese a carico del trasgressore, le occupazioni di spazi ed aree pubbliche effettuate senza autorizzazione con opere e manufatti di qualsiasi natura. Resta ferma, in questi casi l’applicazione delle sanzioni di cui al precedente par. 15.1.

16. Canone ricognitorio
La tassa è cumulabile con il canone di concessione di suolo pubblico attesa la diversa natura dei due istituti, considerato che il canone trova la sua giustificazione nella necessità per l’ente pubblico proprietario del terreno di trarne un corrispettivo per l’uso esclusivo e per l’occupazione dello spazio concessi (contrattualmente o in base a provvedimenti amministrativo) a terzi, mentre la tassa è istituto di diritto tributario, dovuta al comune quale ente impositore al verificarsi di determinati presupposti ritenuti dal legislatore indici seppure indiretti, di capacità contributiva. Pertanto l’applicazione della tassa non preclude al comune proprietario del terreno di percepire un canone ricognitorio (in tal senso C.d.S., sez. V, 26 marzo 2003, n. 1571; 4 giugno 2003, n. 3063, e R.M. 14 giugno 1994, n. 4/2213). Il Consiglio di Stato ha ritenuto che non è censurabile per violazione del principio di imparzialità la scelta del comune di determinare con atto generale anziché con atti puntuali i criteri di commisurazione del canone ricognitivo della concessione per occupazione di suolo pubblico, atteso che sebbene detto canone e la Tosap abbiano differente natura (domenicale l’uno e tributaria l’altra), tuttavia i criteri in base ai quali gli stessi sono commisurati altro non sono che le possibili ragioni di soggezione delle strade (C.d.S., IV, 22 aprile 1996, n. 523).
L’art. 3, comma 66, della legge n. 549/1995 ha stabilito che la concessione di aree e di impianti sportivi comunali anche scolastici, da parte dei comuni e delle province in favore delle associazioni o società sportive dilettantistiche e senza scopo di lucro, affiliate al comitato olimpico nazionale italiano (CONI) o agli enti di promozione sportive, può essere fatta applicando le norme relative ai canoni ricognitori.

17. Canoni di concessione non ricognitori
17.1. Applicazione in aggiunta alla tassa
La legittimità dell’applicazione dei canoni di concessione non ricognitori è stata affermata dal Tar Toscana (sez. I, 3 maggio 1995, n. 296), il quale ha ritenuto che il canone di utilizzazione delle aree pubbliche può coesistere in aggiunta alla tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche, avendo la Tosap carattere sostanzialmente concessorio (con onere graduato a seconda dell’importanza della località e dell’ampiezza della superficie occupata), e configurandosi, invece, il detto canone come tassa di posteggio, ovvero come corrispettivo delle spese sostenute dal comune per rendere possibile l’utilizzazione del suolo pubblico a fini commerciali.
Più recentemente (Cass. civ., sez. I, 30 dicembre 2011, n. 30238) è stato riconosciuto che il canone di natura enfiteutica, previsto dalla legge 16 giugno 1927, n. 1766, art. 10, per la legittimazione di occupazioni di terre di uso civico, è dovuto dall’occupante indipendentemente dalla concorrente applicabilità della tassa.

17.2. Disapplicazione facoltativa della tassa
Il comma 63 dell’art. 17 della legge 15 maggio 1997, n. 127, ha attribuito al consiglio comunale la facoltà di determinare particolari agevolazioni, sino alla completa esenzione della tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche, per le superfici e gli spazi gravati da canoni concessori non ricognitori.
L’art. 31, comma 27, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, ha stabilito che per i rapporti non conclusi inerenti alla Tosap, i comuni e le province, con propria deliberazione, possono disporre le agevolazioni di cui all’art. 17, comma 63, della legge 15 maggio 1997, n. 127, anche con effetto retroattivo, nonché determinare criteri e modalità di definizione agevolate, in relazione alle occupazioni per le quali sia riscosso il canone di concessione non ricognitorio.



Indice della parte




Normativa

DocumentoAbstract
AGENZIA DEL DEMANIO - DECRETO 22 novembre 2013Revisione della misura del sovracanone per impianti idroelettrici, ai sensi dell'art. 3 della legge 22 dicembre 1980, n. 925
DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 21 dicembre 2012Adozione della nota metodologica e del fabbisogno standard per ciascun Comune e Provincia, relativi alle funzioni di polizia locale (Comuni), e alle funzioni nel campo dello sviluppo economico - servizi del mercato del lavoro (Province), ai sensi dell'art. 6 del decreto legislativo n. 216/2010
DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 6 aprile 2013Individuazione delle società che gestiscono banche dati strategiche per il conseguimento di obiettivi economico-finanziari
DECRETO-LEGGE 10 ottobre 2012, n. 174, come conv. in LEGGE 7 dicembre 2012, n. 213Disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali, nonché ulteriori disposizioni in favore delle zone terremotate nel maggio 2012
DECRETO-LEGGE 21 maggio 2013, n. 54 , conv. in LEGGE 18 luglio 2013, n. 85Interventi urgenti in tema di sospensione dell'imposta municipale propria, di rifinanziamento di ammortizzatori sociali in deroga, di proroga in materia di lavoro a tempo determinato presso le pubbliche amministrazioni e di eliminazione degli stipendi dei parlamentari membri del Governo
DECRETO-LEGGE 31 agosto 2013, n. 102, conv. in LEGGE 28 ottobre 2013, n. 124Disposizioni urgenti in materia di IMU, di altra fiscalità immobiliare, di sostegno alle politiche abitative e di finanza locale, nonché di cassa integrazione guadagni e di trattamenti pensionistici
LEGGE 24 dicembre 2012, n. 228Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2013)
LEGGE 6 agosto 2013, n. 97Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2013 (art. 10)
MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - DECRETO 19 febbraio 2014Aggiornamento dei coefficienti per la determinazione del valore dei fabbricati di cui all'art. 5, comma 3, del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, agli effetti dell'imposta municipale propria (IMU) e del tributo per i servizi indivisibili (TASI), dovuti per l'anno 2014
MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - DECRETO 23 dicembre 2013, n. 163Regolamento recante la disciplina dell'uso di strumenti informatici e telematici nel processo tributario in attuazione delle disposizioni contenute nell'art. 39, comma 8, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111
MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - DECRETO 26 aprile 2013Modalità per effettuare i rimborsi dell'addizionale comunale all'imposta sul reddito delle persone fisiche (ADDIRPEF). Art. 1, comma 8, del D.Lgs. 28 settembre 1998, n. 360
MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - DECRETO 30 ottobre 2012Approvazione del modello di dichiarazione dell'imposta municipale propria (IMU) e delle relative istruzioni
MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - DECRETO 14 maggio 2013Approvazione del modello di bollettino di conto corrente postale concernente il versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (TARES)
MINISTERO DELL'INTERNO - DECRETO 27 settembre 2013Ripartizione del contributo ai comuni per il ristoro del minor gettito IMU 2013
MINISTERO DELL'INTERNO - DECRETO 3 ottobre 2013Attribuzione di un contributo di 330 milioni di euro per l'anno 2013 e di 270 milioni di euro per l'anno 2014 a favore dei comuni che hanno registrato il maggior taglio di risorse operato negli anni 2012 e 2013 per l'effetto dell'assoggettamento degli immobili posseduti dagli stessi comuni nel proprio territorio all'IMU
MINISTERO DELL'INTERNO - DECRETO 6 giugno 2013Certificazione relativa al rimborso degli oneri per interessi per l'attivazione delle maggiori anticipazioni di tesoreria conseguenti alla sospensione della prima rata dell'anno 2013 dell'imposta municipale propria (IMU)
MINISTERO DELL'INTERNO - ERRATA-CORRIGE giugno 2013Comunicato relativo al decreto 6 giugno 2013 del Ministero dell'interno, recante: «Certificazione relativa al rimborso degli oneri per interessi per l'attivazione delle maggiori anticipazioni di tesoreria conseguenti alla sospensione della prima rata dell'anno 2013 dell'imposta municipale propria (IMU)»
DECRETO-LEGGE 30 novembre 2013, n. 133, conv. in LEGGE 29 gennaio 2014, n. 5Disposizioni urgenti concernenti l'IMU, l'alienazione di immobili pubblici e la Banca d'Italia

Prassi

DocumentoAbstract
AGENZIA DELLE ENTRATE - CIRCOLARE 11 marzo 2013, n. 5Rapporti tra l’IMU e le imposte sui redditi - Chiarimenti
AGENZIA DELLE ENTRATE - CIRCOLARE 12 febbraio 2014, n. 1Mediazione tributaria – Modifiche apportate dall’art. 1, comma 611, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 - Chiarimenti e istruzioni operative
AGENZIA DELLE ENTRATE - CIRCOLARE 9 maggio 2013, n. 13/ERisposte a quesiti riguardanti detrazioni, cedolare secca, redditi di lavoro dipendente e fondiari, IMU e IVIE
AGENZIA DELLE ENTRATE - PROVVEDIMENTO 29 marzo 2013, n. 39724Modalità di interscambio tra l’Agenzia delle Entrate e i Comuni dei dati inerenti la superficie delle unità immobiliari a destinazione ordinaria iscritte nel catasto edilizio urbano
AGENZIA DELLE ENTRATE - PROVVEDIMENTO 4 marzo 2013Fissazione della misura degli interessi di mora per ritardato pagamento delle somme
iscritte a ruolo ai sensi dell’articolo 30 del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 602
AGENZIA DELLE ENTRATE - RISOLUZIONE 19 aprile 2013, n. 27Ridenominazione dei codici tributo “4041”, “4042”, “4043” e istituzione di ulteriori codici tributo per il versamento, tramite modello F24, dell’imposta sul valore degli immobili situati all’estero e dell’imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all'estero ai sensi dell’articolo 19, commi da 13 a 23, del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni
AGENZIA DELLE ENTRATE - RISOLUZIONE 21 maggio 2013, n. 33/EIstituzione dei codici tributo per il versamento, tramite modello “F24” e “F24 EP”, dell’imposta municipale propria di cui all’art. 13 del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, relativa agli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D - art. 1, c. 380, lett. f) e g), della legge 24 dicembre 2012, n. 228
AGENZIA DELLE ENTRATE - RISOLUZIONE 27 maggio 2013, n. 37/EIstituzione dei codici tributo per il versamento, tramite modello F24, del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi, della tariffa e della maggiorazione - art. 14 del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201
AGENZIA DELLE ENTRATE - RISOLUZIONE 28 giugno 2013, n. 42/EIstituzione dei codici tributo per il versamento, tramite modello F24 Enti pubblici, del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi, della tariffa e della maggiorazione - Art. 14 del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 e successive modificazioni
CORTE DEI CONTI, SEZ. REG. CALABRIA - PARERE 30 gennaio 2014, n. 5Possibilità di rimodulare retroattivamente in senso riduttivo le tariffe dei tributi locali
CORTE DEI CONTI, SEZ. REG. CAMPANIA - PARERE 29 gennaio 2014, n. 7Compensi incentivanti per il recupero dell'ICI
CORTE DEI CONTI, SEZ. REG. VENETO - PARERE 28 novembre 2012, n. 981 Possibilità da parte di un'amministrazione comunale di sostituire un dipendente a tempo indeterminato in servizio presso la farmacia comunale
CORTE DEI CONTI, SEZ. REG. VENETO - PARERE 16 gennaio 2013, n. 22IMU - Applicabilità dell'art. 59 del D.Lgs. n. 446/1997, comma 1 - Previsioni regolamentari - Attribuzione compensi incentivanti al personale addetto alla riscossione dell'imposta
CORTE DEI CONTI, SEZ. REG. VENETO - PARERE 9 gennaio 2013, n. 19Qualificazione dei gestori delle strutture recettive, normativamente preposti alla riscossione dell’imposta di soggiorno come agenti contabili, con conseguente assoggettamento all’obbligo della presentazione di un conto della propria gestione
MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - RISOLUZIONE 9 settembre 2013, n. 9Tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (TARES). Art. 5, comma 4, del D.L. 31 agosto 2013, n. 102. Modalità di riscossione del tributo. Quesito
MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - RISOLUZIONE 22 luglio 2013, n. 8Imposta municipale propria (IMU). Realizzazione di un impianto fotovoltaico sul lastrico solare. Quesito
MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - CIRCOLARE 23 maggio 2013, n. 2IMU - Modifiche recate dall’art. 10, comma 4, lett. b), del D.L. 8 aprile 2013, n. 35, in corso di conversione - Quesiti in materia di pagamento della prima rata dell’imposta relativa all’anno 2013
MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - CIRCOLARE 27 novembre 2012, n. 36Decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 25 giugno 2012 recante modalità di certificazione del credito, anche in forma telematica, di somme dovute per somministrazioni, forniture e appalti, da parte delle regioni, degli enti locali e degli enti del Servizio sanitario nazionale, di cui all'art. 9, commi 3-bis e 3-ter del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2 e successive modificazioni e integrazioni - modalità applicative
MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE - CIRCOLARE 29 aprile 2013, n. 1Tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (TARES) - Imposta municipale propria (IMU) - Chiarimenti in ordine alle modifiche recate dall’art. 10 del D. L. 8 aprile 2013, n. 35
RAGIONERIA GENERALE DELLO STATO - CIRCOLARE 27 novembre 2012, n. 36Decreto MEF 25 giugno 2012 recante Modalità di certificazione del credito, anche in forma telematica, di somme dovute per somministrazioni, forniture e appalti, da parte di Regioni, Enti locali e del SSN. Modalità applicative.
MINISTERO DELLE FINANZE - documenti TARES 8 febbraio 2013schema di regolamento Tares e relativi allegati predisposto dal ministero delle Finanze
MINISTERO DELL'ECONOMIA - RISOLUZIONE 4 marzo 2013, n. 3imu esenzione enti non commerciali statuto atto costitutivo
MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - RISOLUZIONE 5 giugno 2013, n. 7/DFIMU - Modifiche recate dall’art. 10, comma 4, lett. b), del D.L. n. 35/2013 - Quesiti in materia di pagamento dell’imposta relativa all’anno 2013
MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE - RISOLUZIONE 2 dicembre 2013, n. 10Tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (TARES) - Quesiti
MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - RISOLUZIONE 28 marzo 2013, n. 5/DFImposta municipale propria (IMU) di cui all’art. 13 del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. Modifiche recate dall’art. 1, comma 380, della legge 24 dicembre 2012, n. 228. Quesiti in materia di pubblicazione delle deliberazioni concernenti le aliquote, di pagamento della prima rata dell’imposta e di assegnazione della casa coniugale
MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - RISOLUZIONE 11 dicembre 2013, n. 11Esenzione dall’imposta municipale propria (IMU) per il cd “magazzino” delle imprese edili. Quesito
MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - CIRCOLARE 18 gennaio 2013, n. 2Agevolazioni per i terreni agricoli posseduti e condotti da coltivatori diretto o da imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola (IAP). Obbligo di presentazione della dichiarazione di cui all'art. 13, comma 12-ter, del D.L. n. 201/2011
MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - CIRCOLARE 11 gennaio 2013, n. 1IMU - Esenzione per gli immobili utilizzati dagli enti non commerciali. Art. 7, comma 1, lett. i), del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504. Regolamento 19 novembre 2012, n. 200. Termine di presentazione della dichiarazione di cui all’art. 91-bis, comma 3, del D.L. 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27
INPS - CIRCOLARE 25 luglio 2013, n. 112Riscossione dell’incremento dell’addizionale comunale sui diritti di imbarco di passeggeri sugli aeromobili - Innovazioni introdotte con la legge 28 giugno 2012, n. 92 - Istruzioni contabili - Variazioni al piano dei conti
IFEL - NOTA DI APPROFONDIMENTO 30 settembre 2013Rateizzazione Tares 2013 - Risoluzione n. 9/2013 del Ministero dell’economia e delle finanze
IFEL - NOTA DI APPROFONDIMENTO 10 maggio 2013Nota di approfondimento sulle innovazioni normative in materia di IMU e Tares anche con riferimento agli orientamenti espressi dal Mef

Giurisprudenza

DocumentoAbstract
CASSAZIONE CIVILE, SEZ. TRIB. - SENTENZA 14 giugno 2013, n. 14942Avviso di accertamento - Soggetto legittimato a sottoscrivere l'avviso
CASSAZIONE CIVILE, SEZ. TRIB. - SENTENZA 5 giugno 2013, n. 14184Tributi locali - Tassa raccolta rifiuti solidi - In caso di annullamento della delibera tariffaria si applica la tariffa vigente in precedenza
CASSAZIONE CIVILE, SEZ. TRIBUTARIA - SENTENZA 5 giugno 2013, n. 14143Imposta di pubblicità e affissioni - Divieto di doppia imposizione - Pubblicità effettuata con veicoli - Distinzione
CASSAZIONE - ORDINANZA 10 giugno 2013, n. 14578Tributi - Accertamento - Cartella di pagamento - Tardiva notifica
CASSAZIONE - ORDINANZA 20 giugno 2013, n. 15945Tributi - Rendita catastale - Attribuzione - Adeguata motivazione del provvedimento di classamento ed attribuzione della rendita - Onere della prova a carico dell’ente locale
CASSAZIONE - SENTENZA 15 marzo 2013, n. 6610Tributi - Contenzioso - È possibile impugnare il ruolo soltanto a seguito di notifica di un atto impositivo
CASSAZIONE - SENTENZA 21 giugno 2013, n. 15652Tributi - Riscossione - La cartella esattoriale è impugnabile solo per vizi propri e non per vizi dell’atto da cui nasce il debito alla fonte dell’iscrizione a ruolo e della cartella
CASSAZIONE - SENTENZA 8 maggio 2013, n. 10735Tributi - ICI - IMU - Presupposto d'imposta - Fabbricato di nuova costruzione - Valore della base imponibile - Trasferimento dall'area all'edificio - Fattispecie relativa a sopraelevazione su lastrico solare
CASSAZIONE, SEZ. TRIB. - ORDINANZA INTERLOCUTORIA 5 novembre 2013, n. 24739Avviso di accertamento - Richiesta al contribuente di chiarimenti - Mancato rispetto del termine di 60 giorni - Nullità - Operazioni elusive - Abuso del diritto - Prevalenza
CASSAZIONE, SEZ. UN. - SENTENZA 29 luglio 2013, n.18184Tributi - Statuto del contribuente - Avviso di accertamento - Termine dilatorio - Inosservanza - Conseguenze
CASSAZIONE, SEZ. V CIV. - SENTENZA 17 luglio 2013, n. 17434Tassa rimozione rifiuti solidi - Effettiva utilizzazione di un'area adibita a parcheggio
CASSAZIONE, SEZ. VI - SENTENZA 28 maggio 2013, n. 13278Tributi – Cartella di pagamento – Notifica a mezzo poste – Se l'indirizzo non è completato dal numero civico, la notifica non è corretta
CONSIGLIO DI STATO, AD. PLEN. - SENTENZA 25 febbraio 2013, n. 5Piano generale degli impianti pubblicitari - Bando di gara per la concessione delle superfici individuate dal detto Piano - Obbligatorietà della gara pubblica per la concessione degli spazi pubblicitari con offerte in aumento
CONSIGLIO DI STATO, SEZ. IV - SENTENZA 27 febbraio 2013, n. 1201Le somme anticipate dai concessionari per la raccolta dei tributi a seguito del meccanismo del "non riscosso come riscosso" e poi mai incassate devono essere rimborsate dall'ee.ll. che ha ricevuto l'anticipazione
CONSIGLIO DI STATO, SEZ. V - SENTENZA 26 settembre 2013, n. 4756TIA - Regolamento per l’applicazione - Discrezionalità del Comune - Limiti - Individuazione
CONSIGLIO DI STATO, SEZ. V - SENTENZA 27 marzo 2013, n. 1761Riscossione entrate tributarie - Requisiti specifici richiesti per l'attività - Ammissibilità di tale richiesta
CONSIGLIO DI STATO, SEZ. V - SENTENZA 27 marzo 2013, n. 1786COSAP - Determinazione forfettaria del canone dovuto per le occupazioni permanenti, realizzate con cavi, condutture, impianti o con qualsiasi altro manufatto
CORTE COSTITUZIONALE - SENTENZA 5 giugno 2013, n. 121Riscossione dei crediti relativi ai tributi erariali, regionali e locali - Crediti inesigibili per modesta entità dell'importo - Innalzamento della soglia
CORTE DEI CONTI, SEZ. GIURISD. LIGURIA - SENTENZA 27 maggio 2013, n. 83Raccolta differenziata dei rifiuti - Mancato raggiungimento degli obbiettivi minimi - Oneri aggiuntivi per il conferimento in discarica - Il pagamento degli oneri a carico dell'ente costituisce danno erariale
TAR LOMBARDIA, BRESCIA - SENTENZA 7 novembre 2013, n. 945La fissazione delle aliquote dovute ai fini dell’IMU è un atto di tipo normativo e quindi non necessita di motivazione alcuna
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TAR PUGLIA, BARI - SENTENZA 4 aprile 2013, n. 470Affidamento del servizio di gestione ordinaria, di gestione delle attività di accertamento, liquidazione e riscossione volontaria e coattiva dei tributi comunali
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